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Democrazia Digitale II - la quinta colonna del web

di Giovanni (26/09/2008 - 15:10)


La storia dell'uomo ci insegna che grazie alla retorica della democrazia e del "potere del popolo" oltre a destabilizzare i vecchi schemi di potere (e a crearne altri) si è dato spesso origine a nuovi establishment tutt'altro che democratici (rivoluzione francese -> Robespierre).

Ora il vecchio sistema di potere su cui si è basato il capitalismo moderno è fortemente destabilizzato dalla nuova "rivoluzione digitale". Il consumatore post-moderno grazie ad una maggiore facilità di circolazione delle informazioni e delle opinioni, attraverso nuove forme di socialità, ha sicuramente acquisito nuovi poteri.

Il consumatore smette di essere considerato solamente in base al peso dello scontrino della spesa e diventa una "persona" con attitudini, sentimenti, aspirazioni e un proprio desiderio di socialità che è stato castrato per troppo tempo.

Si comincia a mettere in discussione il PIL come principale indicatore dello stato di salute di una Nazione sostituendolo con criteri che tendono a misurarne l'isobenessere.

Google, Wikipedia, i grandi Social Network sono i grandi garanti di questi nuovi sviluppi MA contemporaneamente, sottilmente, possono trasformarsi nei nuovi Robespierre grazie al controllo pressocchè assoluto sulle possibilità di accesso alle informazioni online. Controllo che, a pagamento, può essere tranquillamente ceduto al miglior offerente (vedi il recente caso di Facebook che concede ai propri partner l'accesso ai dati sensibili degli utenti).

Abbiamo voluto la rivoluzione digitale? Bene, ora teniamo gli occhi aperti per tenercela stretta affinché il nuovo establishment sia, fuor di retorica, veramente democratico!

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