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Categoria Comunicazione
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Crisi di raccolta in RAI, la TV è morta, viva la TV!

di Giovanni (20/10/2008 - 13:48)

Non c'è dubbio che per chi fa il mio mestiere questa sia la notizia del giorno.


Un calo Y/Y del 48% dovrebbe far riflettere. Ad Agosto le cose non sembravano particolarmente mutate nei loro equilibri fondamentali:


Cito testualmente dall'articolo:
"Insomma, occhi puntati sulla Sipra, la concessionaria di raccolta pubblicitaria della Rai, che dovrà anche organizzarsi per le nuove sfide sul web, dove sino ad ora, non ha tirato fuori granché in termini di profitti: il caso Olimpiadi è emblematico, così come hanno rivelato le analisi della Nielsen allegate ad integrazione del piano industriale, che vedono solo al trentesimo posto il portale Rai.it, nonostante possa disporre dei contenuti editoriali della più importante azienda multimediale del Paese. "

Nel convegno del 10 di Ottobre in Bicocca, Gianluca Nicoletti ci ha ricordato che la radio è morta, perchè non è più legata ad una forma o ad un supporto fisico predeterminato: cos'è la radio adesso? Un telefonino, un pc, un lettore mp3, un podcast... eppure la radio, risorta dalle sue ceneri, vive un periodo di grande vivacità supportata da una buona raccolta pubblicitaria.

Bene se per la televisione intesa come come mezzo, visto anche cosa ne pensano i giovani, prevedo una morte certa nel medio periodo, tutt'altro penso della televisione come contenuto, che sicuramente vivrà presto una nuova stagione di rinascita, nel momento in cui si deciderà a cambiare il suo modello di business.

Cosa succederebbe se RAI e Mediaset diffondessero veramente tutti i loro contenuti in streaming live e on demand gratuitamente magari approfittando dello streaming HD

Sicuramente smetterei di cercarmi le scenette di Zelig su Youtube... e con me milioni di Italiani (nel caso qui sotto oltre 1.100.000).

Intanto, però il video più visto di tutti i tempi rimane Evolution Dance, per la realizzazione del quale sono bastati un teatro di quarta categoria, un ballerino pelatino e un po' grassoccio e una telecamera qualsiasi su un cavalletto... et voilà, 102 milioni di visualizzazioni!

 

 

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Democrazia Digitale

di Giovanni (09/09/2008 - 16:01)

Il 10 Ottobre avrò l'occasione di partecipare ad un consesso di autorevoli esperti, filosofi, professori, massmediologi, blogger, comunicatori sul tema della Democrazia Digitale. Ne riparlerò spesso nelle prossime settimane.

Mentre cerco di far mente locale su qualche cosa di intelligente da dire in quel contesto (il mio povero neurone sta girando un po' a vuoto... :) ) ripasso un po' di frasi che ho raccolto nelle ultime settimane sul tema. Non aggiungo commenti (per ora).

"Arriva Chrome: in questo momento l'utente Internet è libero di dire qualsiasi cosa.... basta che lo dica a Google"

"L'Establishment dei Top Brand mondiali del largo consumo non è stato toccato dalla rivoluzione digitale: beviamo Coca-cola, mangiamo pasta Barilla, mandiamo giù e ci tira sù il caffè Lavazza, i nostri bambini portano pannolini Pampers.... Da una RIVOLUZIONE, da un nuovo POTERE dei consumatori, mi sarei invece aspettato un vero cambio della guardia..."

"Siamo nell'era delle Informazioni: chi ha l'informazione ha il potere.... la gente ha libero accesso alle scenette di Zelig su Youtube, ma le informazioni sensibili ce le hanno i partner di Facebook!!"

"Come si conciliano due (quasi) monopoli come Microsoft e Google con concetto stesso di Democrazia? Noi utenti non possiamo che fidarci del motto 'don't do evil' "

MA ANCHE

"L'utente 2.0 ha i superpoteri che prima erano della marca"

"Una parte evoluta della società ha sviluppato grazie ad internet una infedeltà ai brand grazie alla quantità di informazioni a sua disposizione, fenomeno che sarebbe stato impossibile nel recentissimo passato"

"Wikipedia è la più grande innovazione mediatica nella storia dell'umanità"

 

 

Tag: democrazia,digitale

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Mediaset e Youtube: la questione è semplice e conosciuta

di Giovanni (31/07/2008 - 12:10)

La notizia di oggi è che Miediaset chiede 500 mln di Euro di danno a Youtube ed è già molto discussa in rete. Ecco come la penso.

0) Le leggi vanno rispettate. In questo caso specifico i principi di diritto sulla cd "proprietà intellettuale" sono chiari ed inequivocabili, non c'è falla nel sistema giuridico.

1) I contenuti più visti su Youtube (abbonatevi al feed... è interessante tenerne traccia) sono contenuti coperti da copyright.

2)  Gli utenti che caricano questi contenuti su Youtube, secondo l'attuale ordinamento giuridico, delinquono.

3) Youtube si avvantaggia di questo stato di illegalità vendendo pubblicità.

4) Youtube dovrebbe quindi essere considerato correo dell'utente che delinque.

5) Gli User Generated Content non c'entrano nulla in tutto ciò perchè non si parla di contenuti generati dagli utenti.

6) "YouTube rispetta i diritti dei titolari di copyright e prende molto seriamente la questione della tutela dei diritti d'autore", recita una nota della società. "Riteniamo che non vi sia alcun bisogno di ricorrere a costose azioni legali". Di fatto è un'ammissione di colpa: si andrà al patteggiamento.

7) Che Youtube sia disposta a patteggiare non sorprende: quando Google ha comprato Youtube, ha messo a budget, accantonandoli, 5 miliardi di dollari per risarcimenti di danni quindi è perfettamente consapevole della cosa. Inoltre sta procedendo, con la dovuta calma, a trovare accordi con le case produttrici di contenuti.

La democrazia in Internet, la libertà degli utenti di dire la loro, di impossessarsi della tecnologia per partecipare a questa enorme conversazione di massa, non c'entra nulla.

Non credo che l'anarchia faccia bene al sistema, anzi credo che l'anarchia impedisca al sistema di diventare a tutti gli effetti il più grande business del terzo millennio.

 

 

 

 

Tag: mediaset,Youtube,copyright

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Una metodologia per i "Mezzi di Conversazione di Massa"

di Giovanni (14/07/2008 - 10:17)


Dopo il confronto con alcuni colleghi e diverse aziende, pubblico una versione della Metodologia LAST, che spiega l'approccio ai Social Media secondo le fasi di approccio ad una "conversazione di massa". Se qualcuno capitasse di qui a darmi un parere... sarebbe il benvenuto!

 

 

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Libertà nei suffissi = $$$ per Google

di Giovanni (27/06/2008 - 20:08)

Ormai lo sappiamo tutti: (da http://www.ultimenotizie.tv) "La Icann ha confermato la decisione: dal 2009 piena libertà di suffissi negli indirizzi internet. L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è un ente internazionale non-profit, istituito il 18 settembre 1998 per proseguire in numerosi incarichi di gestione relativi alla rete Internet che in precedenza erano demandati ad altri organismi. Dal prossimo anno un indirizzo internet dopo il punto potrà finire con qualsiasi parola (dominio di primo livello / Top-Level Domain). E potrà essere formulato in ogni lingua, dall’arabo al cinese mandarino."

Allora... è da un po' che mi chiedo se è poi così vero che nel web esiste tutta questa sbandierata democrazia.

A me sembra chiaro che maggiore libertà nei domini = impossibilità di trovare a "colpo sicuro" l'indirizzo di un'azienda = maggiore indeterminatezza = maggior potere al search = maggiori soldi per Google.

Diciamocelo, dal punto di vista del business tanto di cappello a questa manovra, dal punto di vista della presupposta "democrazia della rete" un altro colpo a favore dello strapotere dell'oligopolio dominante. 

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Il nuovo marketing liquido nell’era del web 2.0

di Giovanni (12/05/2008 - 00:53)

Ho preparato questa presentazione per una lezione che terrò domani ai ragazzi del corso FONDAMENTI DI PUBBLICITA’ presso il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Univ. San Raffaele.

Sarà molto interessante per me confrontarmi per la prima volta con una platea di soli appartenenti alla GENERAZIONE Y!! 

14 - mAGGIO - Aggiornamento: ho utilizzato gli stessi contenuti anche per l'apertura dei lavori dell'EBA Forum 2008

 

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Fiera Milanocity, 13-15 maggio 2008

di Giovanni (09/05/2008 - 11:37)

Segnalo 4 giorni di convegni specializzati sulla comunicazione e la crossmedialità: dal 13 al 16 maggio 2008 FieraMilanoCity ospiterà in co-location gli eventi:

Media 2.0 www.media2expo.com
EBA Forum www.ebaforum.it
Netcomm E-commerce Forum
E-commerce Forum www.consorzionetcomm.it
TVDigitali08
 www.tvdigitali.com
E-mail Power 2008  www.emailpower.it
Proximity Forum 2008  www.proximityforum.eu 

 

 

La partecipazione a tutti gli eventi sopracitati è gratuita previa iscrizione su i rispettivi siti web. Nello specifico Connexia invita a seguire gli interventi all'interno delle seguenti sessioni:

 

  • 14 MAGGIO ore 9,50 - EBA Forum (14-15 maggio) - Giovanni Pola, Direttore Marketing e Vendite di Connexia terrà l'intervento di apertura dei lavori dal titolo: "Aziende e consumatori: la multicanalità paga. Ricerche di mercato, trend e scenari evolutivi della comunicazione 2.0" 
  • 14 MAGGIO ore 14,00 -17,30 - MEDIA 2.0 (13-16 maggio) - sessione "MARKETING RESEARCH & BUSINESS MODELS" all'interno dello spazio dedicato all'Osservatorio Multicanalità Giovanni Pola, Direttore Marketing e Vendite di Connexia terrà l'intervento dal titolo: "L'impatto della multicanalità nelle strategie delle media agengy"  
  • 15 MAGGIO ore 11,30 - EBA Forum (14-15 maggio) - alla tavola rotonda "Il Marketing sportivo e i suoi protagonisti" interverrà Paolo d'Ammassa, Amministratore Delegato di Connexia  
     
  • 15 MAGGIO - ore 9,30 - MEDIA 2.0 (13-16 maggio) - sessione "OLTRE IL WEB 2.0 IL MERCATO DEI CONTENUTI PARTECIPATI E PARTECIPATIVI" Massimo Cortinovis, Presidente di Connexia terrà l'intervento dal titolo: "BLUEMAPIA.COM - GeoCommunity 2.0 - TAGS: geo, gps, web 2.0, social network, media sharing 

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Sindrome da personalità virtuali multiple

di Giovanni (30/04/2008 - 10:21)

Riporto il video trovato sul blog di Luca Sartoni che mi ha fatto morire dal ridere.
Non so se farlo vedere ai clienti o no... mmmh che fare? lol!
Intanto lo embeddo qui (incrociando le dita che non smonti il blog):  

L'incubo di Tom che mi insegue volando mi perseguiterà di notte per sempre.

A proposito, ecco il mio myspace: www.myspace.com/giovannipola ma lì parlo solo del mio CV di musicista. In effetti sto subendo anch'io la sindrome da personalità virtuali multiple: nel blog, in facebook, myspace, linkedin... ci sono solo dei pezzettini sparsi di me, non ho messo tutto dappertutto e indentificarsi un po' col ragazzo del video non è difficile.

Comunque: grazie a myspace ho riformato un gruppo funky-jazz con contatti che avevo perso da tempo, su facebook mi tengo in contatto con la mia sorellina più piccola (e controllo cosa combina nelle feste universitarie a cui partecipa), su Linkedin ho organizzato di recente appuntamenti di lavoro importanti... insomma direi che i social network mi hanno fatto muovere molto da quel divano, per ora!

 

 

 

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Blog Driver Day 2008 ... e io c'ero!

di Giovanni (24/04/2008 - 23:57)

La prova nelle immagini!

 


Created with Admarket's flickrSLiDR.

www.blogdriverday.it

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the "Gimli attitude" & the WORST BRIEF in history

di Giovanni (16/04/2008 - 16:11)

Doveva succedere prima o poi quest'anno. Bene, è successo.

Riunione plenaria in una delle più importanti aziende d'Italia e consegna del brief peggiore della storia. Le condizioni sono le seguenti:

  • Siamo in gara con 6 delle più grandi agenzie in Italia (a parte le lusinghe... in 6 è una short list un po' long...)
  • Il brief è vecchio (internet 0.1), superficiale e contraddittorio in molti punti
  • L'interlocutore ha dato segni evidenti di non conoscere la base di quello che è internet, suscitando, in certi momenti, l'ilarità generale
  • Ci sono solo 2 settimane per realizzare il tutto con il ponte di mezzo
  • In caso di vittoria, il progetto ha delle tempistiche che hanno suscitato (ancora una volta) l'ilarità generale
  • Il budget del progetto è stato definito dallo stesso cliente completamente inadeguato

Cosa credete che abbia fatto? Rinunciato? Macchè, praticamente ho utilizzato la stessa identica risposta di Gimli ad Aragorn in questo filmato: "Certezza di morte, scarse possibilità di successo ...cosa stiamo aspettando!?!?!"

Il tempo mi dirà se ho avuto ragione. Sempre che non mi stia gettando dal Monte Fato...

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Crisis management: un concetto da ridefinire

di Giovanni (26/03/2008 - 09:38)

Dico subito una serie di cose ovvie, ma ancora poco comprese da molte imprese: il tema della reputazione online è un falso problema.
Con circa 26 milioni di consumatori in rete, la reputazione online non è cosa molto distinta dalla brand reputation tout-cur.
Inoltre, con almeno 5 milioni di consumatori italiani "reloaded" lasciati "imprudentemente" liberi di informarsi approfonditamente sui propri acquisti, l'ideale sarebbe che le aziende mettessero sul mercato prodotti di qualità al giusto prezzo e che dicessero sempre la verità, perchè le bugie hanno sempre di più le gambe corte.

Ora però torniamo al mondo reale dove le cose ovvie diventano utopie: ieri ho avuto un lungo colloquio con un manager di una importante azienda con la quale collaboro ormai da un anno.

L'azienda ha subito diversi attacchi dalla rete in altri paesi d'europa e ora sono interessati ad effettuare un monitoraggio costante del mondo dei blog, forum, social network et similia. L'obiettivo che li muove è principalmente la prevenzione delle crisi.

Io ho chiaramente fatto subito una semplice domanda: ma sono vere queste accuse?
Il manager in questione mi ha tirato fuori una serie di informazioni, pareri referenziati e dati che perlomeno metterebbero in dubbio alcune tesi esposte dai consumatori.
Allora, dico io, perchè non comunicarle in modo trasparente, inserendole semplicemente nella discussione in atto?  Per esperienza diretta, avendo monitorato l'andamento di certe attività di altre aziende, operare in modo stealth disseminando la rete di falsi giudizi positivi non solo è illegale ma è sopratutto poco efficace. Insomma l'azienda che abbassa lo sguardo e si mette a interloquire direttamente con il consumatore è, risultati alla mano, molto più efficace e credibile.
 
Anche se a noi che operiamo nelle PR digitali sembra lapalissiano, questo concetto è ancora molto difficile da "digerire" e il singolo consumatore non è ancora diventato un interlocutore credibile per un brand. Inoltre il tema è nuovo e non rientra precisamente in nessuna funzione aziendale. Non se ne occupano i responsabili della comunicazione online perchè quando c'è da instaurare una relazione è compito delle PR, non se occupano i responsabili comunicazione e ufficio stampa perchè non si tratta di giornalisti, non se ne occupa il marketing perchè non si parla di ADV e media planning... in sostanza è difficile mettere tutti d'accordo.

A mio parere, se quando cerco il nome di un certo prodotto, fra primi 10 risultati di Google 5 sono commenti negativi  di utenti che ti accusano in modo circostanziato di manipolare le informazioni e di non mettere sul mercato prodotti di qualità, beh allora non c'è da aspettare che un giornalista pubblichi questi commenti su carta stampata per annunciare la crisi: siamo già in crisi e bisogna urgentemente fare qualcosa!

Al momento attuale, invece, sembra che progetti di crisis management si mettano in atto solo quando la reputazione dell'azienda è messa in dubbio dalla stampa o dalla televisione. 

Non sarà il caso di rivedere questa definizione e spostare un po' la nostra attenzione?

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Sinestesia mediatica a Bardonecchia

di Giovanni (22/01/2008 - 16:01)


Sabato scorso ho partecipato all'edizione 2008 di Rock the spot a Bardonecchia (non a caso visto che nell'organizzazione dell'evento Connexia ci ha messo più di uno zampino ) .

E' stata un'esperienza incredibile: l'esibilizione sullo snowboard del Fiat Free Style Team era spettacolarmente mixata all'esibizione di alcune delle più interessanti band del panorama punk-rock italiano (come i Vanilla Sky) e terminata con la performance live di Juliet and the Licks.

La rete ha già reagito e, prima ancora dell'esclusiva concessa a MTV, girano già decine di video fra cui quello che segue, elaborato con discreta perizia, che da bene l'idea dell'evento:

 

Musica, sport, luci (fuochi d'artificio) e tanto, tanto freddo... ma è stata una grande soddisfazione vedere 7000 persone sulla neve a ballare!

 

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La multicanalità paga... anche ai Masai?

di Giovanni (21/11/2007 - 10:07)


Si è tenuto il 15 Novembre l'evento dell'Osservatorio Multicanalità 2007 "La multicanalità paga allo scaffale?" progetto a cui ho avuto la fortuna di partecipare fin dalla sua genesi.
Hanno partecipato oltre 500 persone e direi che dalle riflessioni emerse abbiamo finalmente tolto questo punto di domanda al titolo dell'evento. Molto interessanti i dati emersi dalla ricerca, per i quali vi rimando agli atti del convegno per scoprire il profilo del consumatore multicanale (il cd. Consumatore Reloaded) che secondo la ricerca si riferisce ad un nuovo cluster di 5.5 milioni di italiani (ed in particolare al 14% dei responsabili di acquisto in Italia).

Ecco la mia presentazione:

Intanto volevo ringraziare il Masai che ho fotografato in Tanzania con cui ho iniziato il mio intervento. E' veramente incredibile vedere gli appartenenti a questa etnia vivere secondo le proprie tradizioni, mantenere intatta la propria cultura ma contemporaneamente usare PC e telefonino con naturalezza. E' anche questa un'immagine del mondo che cambia che potrebbe portarci molto lontano nelle nostre riflessioni sulla globalizzazione, "ma questa è un'altra storia"...

Per guardare alcune foto del convegno presenti su Flickr, clicca qui

Links per approfondire:
www.multicanalita.it
www.marketingreloaded.com
mia ntervista nel blog di IAB 
Altri post sul blog di IAB

 

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Articolo su GQ: "Secondlife, chi ci va?"

di Giovanni (03/09/2007 - 16:21)

Sull'ultimo numero di GQ in edicola (Settembre 2007 n° 96) un Articolo di Frank Rose propone un interrogativo che ci eravamo già posti: "SecondLife, tutti e parlano, ma chi ci va?".
Fra le testimonianze riportate mi sembrano interessanti le seguenti:

  • Michael Donnelly, direttore globale interactive marketing di Coca-Cola - "non c'era in giro nessuno"
  • David Stern, commissario Nba "credo ci siano stati 1.200 visitatori" (riferito al loro stadio virtuale. Io l'ho visitato, mmmh in realtà non è nulla di che)

L'articolo prosegue ribadendo che gli avatar cercano soldi e sesso (non spiegando cosa cercano tutti gli avatar che fanno shopping: "soldi"? "sesso"? non credo, forse "relazione"), ma ammettendo che le aziende, finora, hanno voluto solo sperimentare per ottenere pubblicità a basso costo. Quindi è abbastanza normale che ora si trovino deluse dei risultati sul breve/medio termine: le iniziative citate avevano una mera valenza tattica.

Alla fine dell'articolo ecco qualcuno che la pensa come me...
"Per chi è cresciuto nel mondo analogico, Second Life non è così difficile da capire" dice Rishad Tofe, Ceo di Denuo "ho un negozio nel mondo reale e ne ho uno nel mondo virtuale".

Cioè tutti parlano di Second Life senza esserci stati perchè in fondo, è facile da capire.
Ci abbiamo messo anni a insegnare alle persone il significato di termini come "eCommerce" o "Home Banking"... invece "Negozio Virtuale" e "Banca Virtuale" sono concetti semplici e immediati. Ecco perchè credo che se i mondi 3D riusciranno a riempirsi di contenuti veri (una biblioteca? una videoteca in un cinematografo? etc etc) avranno una possibilità. Ad esempio vedrei bene Wikipedia su SL (potrebbe essere uno scenario plausibile? In questo momento non so, ma sarebbe interessante). Come su Internet, nel nostro buon vecchio mondo online, se non si punta su contenuti di qualità si è destinati al fallimento.

Allora investire adesso su SL dovrebbe portare a:
1 - una maggiore attenzione ai contenuti (é provato: su SL esserci non basta!)
2- visto il numero di Player che si propongono per supportare le aziende e viste le recenti creitiche presenti sui media, anche prezzi più bassi per la realizzazione dei progetti

Mi sa che cambio idea: forse ora è il momento giusto per investire!

Comunque in attesa del "Mondo dei Mondi Virtuali" che saprà portarci con facilitàda SL a World of Wordcraft (un progetto segreto di IBM sempre secondo Rose) io sto dedicando il mio tempo libero sempre di più alla musica sperimentale... questa è la mia vera Second Life !!!

(attenzione quando dico "sperimentale" intendo anche dire "inascoltabile per la maggioranza della gente", siete avvisati).

 

 

Tag: SecondLife,GQ,Coca-cola,IBM,Nba

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Aziende: occhio con gli UGC, se no vi mandiamo Gero Cani...

di Giovanni (13/07/2007 - 19:15)

Grazie ai ninja che mi hanno fatto vedere questo video!
Veramente divertente! E' un po' quello che le aziende vorrebbero far fare ai nostri consumatori... no?

La morale potrebbe essere: non speriamo che il consumatore "regista" si metta a fare dell'ADV per conto nostro senza metterci del suo... quando ha lui la telecamera in mano alla fine il protagonista sarà lui, non il prodotto.... ma proprio per questo quello che dice avrà più peso di un messaggio pubblicitario.

cmq il nostro Gerocani è proprio un geniaccio, m'è simpatico. Anche il video in cui fa il verso a Lucignolo e Le Iene...è forte!

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SL: 30mila persone 30mila problemi

di Giovanni (01/06/2007 - 10:15)

continuo a rafforzarmi nel mio convincimanto che SL abbia senso solo per operazioni tattiche, al momento. bisognerà aspettare qualche anno per vederlo come un ambiente maturo su cui basare una presenza strategica.

innanzitutto nell'ultima settimana la frequentazione di SL (dichiarata in homepage su secondlife.com) ha raramente superato i 35.000 utenti contemporanei che a livello mondiale significa peanuts.

però, al momento ogni scusa è buona per far parlare di se e SL. ...anche una bella campagna a difesa dei marchi e la condanna delle contraffazioni virtuali...

Protezione dei veri brand in un mondo virtuale

 

 

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Viral: Youtube da i numeri!

di Giovanni (14/05/2007 - 12:53)

ora, il bello di you tube è che da i numeri:

 

  • nuovo viral di Nokia , splendida (e coraggiosa: quante persone abbandoneranno prima di vedere il prodotto?) operazione che ti spedisce nel divertente sito www.greatpockets.com: ad oggi il video su you tube è stato visto da meno di 3.000 persone

 

  • splendida l'ironia di KitKat in questo viral su Second Life: per il video oltre 70.000 visite ad oggi

 

  • ma chi li batte tutti è lo scienziato della Volkswagen dall'accento tedesco che spazza via le macchine Fast&Furious senza pietà. I tre viral hanno fatto dai 2 ai 3 milioni di visite CIASCUNO!

 

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La Carta dei Diritti degli Avatar

di Giovanni (18/04/2007 - 18:31)

I giornali oggi titolano sul disappunto di Berlusconi per la pubblicazione su un noto settimanale delle foto in cui cammina per la sua villa in Sardegna mano nella mano con cinque avvenenti fanciulle: manipolazione giornalistica? scoop? tentativo di revival del confronto epistolare fra Silvio e Veronica che ci ha commosso qualche mese fa?

La tesi dell'ex presidente del consiglio è che si tratti di una violazione della privacy:  la sua immagine è stata catturata all'interno delle proprie mura domestiche da qualche paparazzo acrobata.

In Second Life scattare foto ai passanti è cosa assai semplice: basta un click sull'apposito pulsante per fissare l'immagine sullo schermo.

E poi? beh in SL c'è già chi si lamenta di un utilizzo improprio della propria immagine, utilizzata su riviste a cui non si aveva dato il permesso di pubblicarla!

http://www.secondlifeherald.com/slh/2007/04/why_is_business.html

Insomma stiamo parlando del diritto alla privacy di un Avatar!

Ma gli avatar non sono soggetti giuridici, a quanto mi risulta, e, al momento attuale, non godono del diritto alla proprietà, del diritto di circolazione e nemmeno del ...DIRITTO ALLA VITA.

Insomma, se il mio Avatar venisse cancellato da SL per un errore del sistema, cosa potrei chiedere come risarcimento? Solo il corrispondente in Euro dei suoi possedimenti in linden $? In realtà perderei molto di più!

Io propongo un comitato per l'approvazione di una carta dei diritti dell'Avatari n Second Life e che questa Carta all'articolo 1 sancisca il diritto alla (seconda) vita...

Tag: secondlife,diritti,avatar

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Largo consumo e internet

di Giovanni (17/04/2007 - 12:40)

E' incredibile quanto il largo consumo si senta forte, arroccato su posizioni che a noi 'tecnici' del web ci sembrano un po' aliene.

Cerco di ripercorre i motivi di tale spreco di opportunità attraverso due delle obiezioni che reglarmente sento provenire da alcune aziende del settore:

"Nessuno va a cercare il nostro marchio sui motori di ricerca" (VERO)

Certo! Perchè dovrebbero farlo? Quale stimolo sto dando ai miei 19 milioni di consumatori online per cercarmi?

Solo nel caso in cui  il mio brand venga promosso anche attraverso la proposizione di contenuti a valore aggiunto (entertainment, servizi, informazioni), i motori di ricerca diventano fondamentali per farmi trovare!

Banalmente, il numero di persone che cerca la parola "benessere" online sarà sempre infinitamente superiore al numero di persone in cerca, ad esempio, del nome specifico del mio yogurt probiotico... allora perchè non offrire loro strumenti online per la propria salute?

"Investire sul web è un rischio, i ritorni della pubblicità in televisione sono più sicuri" (FALSO)

Recentemente mi sono trovato ad offrire a oltre 15 aziende nel mondo largo consumo/fast movers di partecipare ad una ricerca che avrebbe dimostrato quanto la multicanalità paghi allo scaffale, in molti casi la risposta è stata "non ci interessa".

Il fatto è che alcune, non tutte beninteso, aziende non vogliono cambiare:  una montagna di dati potrebbe dimostrare l'efficacia della comunicazione multicanale (attenzione non sto parlando di pubblicità ma di comunicazione) ma ci sentiamo preparati a questa sfida che la multicanalità ci impone?

 

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Marketing reloaded: pillola rossa o pillola blu?

di Giovanni (03/04/2007 - 11:47)

Venerdì scorso ho avuto la fortuna di partecipare al convegno Marketing Reloaded: Slogan o vero cambiamento? che rappresenta il primo passo di una bella inziativa che Connexia sta portando avanti insieme a Nielsen, Nielsen/Netrating e MIP. Che emozione parlare davanti a quella platea di oltre 500 persone!

Contemporaneamente al lancio del libro Marketing reloaded di Andrea Boaretto, il convegno ha voluto fare un po' il punto sul momento paradimatico che stiamo vivendo.

Daniele Sommavilla di Nielsen/Netratings, ha esposto dati molto interessanti sul "Myinternet" o web 2.0 che saranno presto presenti sul sito del convegno.

Cetti Galante (Nielsen) ci ha presentato un quadro della situazione che rileva una sorta di rigidità cronica del sistema Italia (un paese vecchio, decisori di acquisto tendenzialmente poco sensibili alla multicanalità).

Il prof. Noci ha, con la sua inconfondibile energia, chiesto a gran voce di rimettere il consumatore-cliente al centro della nostra indagine, rilevando i suoi bisogni di socialità e modificando il paradigma di marketing (con la puntualizzazione che bisogna comunque ragionare per cluster, come dire, il web non è uguale per tutti e non tutti sono consumatori 2.0).

Interessante e ricca di spunti la tavola rotonda a cui hanno partecipato  Arturo Dell'Acqua Bellavitis (Direttore, Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda, Politecnico di Milano), Pietro Dotti (Presidente ed Amministratore Delegato, JWT Italia),Franco Giacomazzi (Presidente, AISM - Associazione Italiana Marketing), di Paolo Paolini (Direttore, HOC-Lab (Hypermedia Open Center), Politecnico di Milano), Pietro Scott Jovane (Country Manager, Microsoft Online Services Group in Italia) e Cesare Valli (President & CEO, Hill & Knowlton Mediterranean Region

La mia idea è che al momento siamo di fronte ad una comunicazione innovativa "a due velocità" a cui le aziende fanno fatica a star dietro (salvo alcune, che hanno scelto la pillola giusta, e si sono "risvegliate" al nuovo marketing 2.0). L'approccio proposto è mantenere un "atteggiamento laico": il web 2.0 può essere gestito efficacemente gestito dalle aziende? Solo se si dimostrano in grado di offrire contenuti di qualità, di essere aperte alle critiche, si saper essere leader e innovative nell'approcciare i nuovi media. 

 Per chi volesse dare un'occhiata ai contenuti che ho presentato ecco il file PPS.

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Le aziende 2.0 al loro primo appuntamento...

di Giovanni (19/03/2007 - 14:17)

Le aziende si comportano spesso con i loro clienti come corteggiatori al primo appuntamento.

Si sa, la prima volta in cui si invita la persona corteggiata fuori a cena si cerca di essere precisi, rasati (o truccati), vestiti in modo adeguato, puntuali (o col canonico quarto d'ora di ritardo), si hanno battute pronte, ci si sforza in tutti i modi di trovare degli argomenti in comune su cui iniziare il dialogo... e dopo? Beh, se la prima volta è andata bene, sera dopo sera l'oggetto del nostro corteggiamento scoprirà che non sempre manteniamo quello standard così elevato, ma ormai, se è scattato qualcosa, si sarà affezionato alle nostre debolezze e ai nostri difetti ed avrà avuto il tempo di apprezzare a pieno le nostre qualità...

Ma vi presentereste mai al primo appuntamento con una lista scritta dei difetti che hanno fatto allontanare i vostri Ex-partner, anzi con la trascrizione delle loro lamentele?

E' quindi comprensibile la titubanza di molte aziende nei confronti dei Corporate Blogs o di un Customer Service basato su Forum aperti, il timore di aprire canali diretti in entrata, magari basati su quei User Generated Contents che piacciono tanto solo finchè rimangono in un terreno neutrale  (concorsi a premi, contenuti collaterali, ...) ma che fanno alzare gli scudi in molti altri casi.

Qualcuno potrebbe dirmi che sarebbe bello poter lavorare per migliorare i prodotti o i servizi della propria azienda e lavorare poi nella massima trasparenza sulla propria reputazione, ma non sempre chi si occupa di comunicazione può fare un granché per sistemare le cose che effettivamente non vanno: a noi viene chiesto preparare l'azienda ad un "primo appuntamento"... e poi si vedrà.

Io rimango dell'idea che, anche quando si hanno dei difetti, la sincerità paghi più della furbizia. Sulla sincerità si possono basare rapporti profondi e duraturi. Al giorno d'oggi, e per fortuna, è impossibile per un'azienda mantenere il controllo assoluto delle informazioni che circolano sul proprio conto. 

Insomma, non credo che faccia danno alla Apple l'esistenza di siti come www.macrumors.com  anche se ci si può trovare un ricco elenco di difetti dei prodotti MAC! Ben venga, quindi, una maggiore apertura da parte delle aziende nel creare punti di confronto diretto coi propri clienti (come ad esempio i Corporate Blogs), sopratutto se gestiti con sincerità e con la voglia di rispondere anche a chi avesse motivi di critica. 

 

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Come si fanno pagare i Social Network

di Giovanni (17/03/2007 - 14:46)

La privacy è la moneta corrente del web. I Social Network tendono a prometterci soddisfazione nel perseguimento dei nostri  obbiettivi personali, i riferimenti a Maslow si sprecano (auto-realizzazione, l'essere stimati, il senso di appartenenza-l'essere amati). Ma, per riuscirci, devono prima convincerci ad entrare nel loro mondo, pagando in moneta sonante, con fior di dati sul nostro conto.

Niente di male, intendiamoci... basta saperlo! Un interessante video su YouTube, intitolato Persuasive Registration, analizza questo processo in tre diversi portali (fra cui Myspace.com) individuando alcune modalità di registrazione utente indicate come frustranti, altre capaci di spaventare l'utente e indicando invece alcune funzionalità/caratteritiche in grado di soddisfarlo e garantire un maggiore successo nel reperirne i dati.

  

Personalmente non mi sono mai reputato "tirchio", ma pago solo quando ne vale veramente la pena, il problema è capirlo per tempo!

 

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