Pronto? Smanettoni in ascolto?

In vista del già citato convegno sulla Democrazia Digitale, stiamo cercando veri e propri smanettoni NON PROFESSIONISTI, che irrompano nel convegno del 10 Ottobre in Bicocca collegandosi IN DIRETTA tramite il proprio telefonino per zittire tutti gli espertoni e professoroni che saranno presenti.
MASSI' a chi importa veramente di quello che ho da dire io sulla democrazia digitale? Non sarebbe bello che la casalinga di Voghera, il latin lover di Frascati, luomo salentino ancora immerso nella spazzatura, possano dirci la loro in diretta e col solo telefonino? non è già questa una prova di Democrazia Digitale?
Qui trovatre tutte le istruzioni:
http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/2008/10/01/wanted/
Democrazia Digitale II - la quinta colonna del web

La storia dell'uomo ci insegna che grazie alla retorica della democrazia e del "potere del popolo" oltre a destabilizzare i vecchi schemi di potere (e a crearne altri) si è dato spesso origine a nuovi establishment tutt'altro che democratici (rivoluzione francese -> Robespierre).
Ora il vecchio sistema di potere su cui si è basato il capitalismo moderno è fortemente destabilizzato dalla nuova "rivoluzione digitale". Il consumatore post-moderno grazie ad una maggiore facilità di circolazione delle informazioni e delle opinioni, attraverso nuove forme di socialità, ha sicuramente acquisito nuovi poteri.
Il consumatore smette di essere considerato solamente in base al peso dello scontrino della spesa e diventa una "persona" con attitudini, sentimenti, aspirazioni e un proprio desiderio di socialità che è stato castrato per troppo tempo.
Si comincia a mettere in discussione il PIL come principale indicatore dello stato di salute di una Nazione sostituendolo con criteri che tendono a misurarne l'isobenessere.
Google, Wikipedia, i grandi Social Network sono i grandi garanti di questi nuovi sviluppi MA contemporaneamente, sottilmente, possono trasformarsi nei nuovi Robespierre grazie al controllo pressocchè assoluto sulle possibilità di accesso alle informazioni online. Controllo che, a pagamento, può essere tranquillamente ceduto al miglior offerente (vedi il recente caso di Facebook che concede ai propri partner l'accesso ai dati sensibili degli utenti).
Abbiamo voluto la rivoluzione digitale? Bene, ora teniamo gli occhi aperti per tenercela stretta affinché il nuovo establishment sia, fuor di retorica, veramente democratico!
Societing
Arrivo un po' in ritardo a dire la mia sul libro di Fabris che mi ha piacevolmente allietato e solleticato le sinapsi quest'estate (qui il blog ufficiale ahimè un po' "statico") .
Ricomincio da dove ha abbandonato la sua riflessione Mauro Lupi nel suo blog riprendendo da lì (cut&paste) il mio commento.
Anche secondo me la "pars costruens" del libro è sicuramente il suo punto debole: da "addetto ai lavori" forse mi sarei aspettato un approfondimento maggiore proprio del mezzo Internet e dei paradigmi utilizzabili nella comunicazione online...
In ogni caso, riguardo alla domanda posta da Mauro sulla quantificazione del consumatore postmoderno, non ho potuto non notare quanto il fenomeno così come descritto da Fabris (che sicuramente ha un respiro molto più ampio) trovi una corrispondenza molto forte nel lavoro che stiamo portando avanti come Osservatorio Multicanalità, sul cui blog spero di possa continuare la riflessione (Andrea R U there?).
Proprio i riferimenti alle caratteristiche del consumatore post-moderno, che vive un rapporto autonomo e laico con la marca, in continua ricerca di uncontatto diretto con il mondo della produzione e scarso fruitore di televisione, avvicinano questo profilo a quello di quello che in quella sede avevamo chiamato del Consumatore Reloaded.
Potremmo definire il Consumatore Reloaded come "il nocciolo duro del post-modernimo in Italia"?
5,5 milioni di persone (giovani e adulti, uomini e donne) che, fra l'altro, pesano per 13% degli acquisti a scaffale.
La cosa che più mi piace è la comunanza di visione quando Fabris insiste sul concetto che il passaggio d'epoca vede comunque sopravvivere e convivere i paradigmi caratterizzanti le epoche precedenti.
Infatti l'ormai vecchio "Consumatore Moderno" (se mi si concede l'ossimoro), come da lui descritto, potrebbe essere identificato con il cluster degli Esclusi (per lo più anziano e grande fruitore di televisione, in cui riscontriamo gli stilemi del "classico" rapporto fedele e consolidato con la marca): beh stiamo sempre parlando di un 20% della popolazione Italiana.
Comunque vedremo la ricerca 2008 che tipi di trend individuerà nel cluster per me più interessante, quei "Tradizionali Coinvolti" che possono facilmente scoprirsi "post-moderni" o Reloaded.
Sicuramente la ricchezza e la completezza di Societing, rappresentano un lavoro da tener presente anche nel momento in cui andremo, come Osservatorio a interpretare i dati del 2008.
Uno, nessuno, centomila (2): giovani cinesi innamorati online
Proseguo nel discorso impostato nel precedente post.
Sono convinto che il distacco fra "persona reale" e "personaggio" non sia una invenzione di Internet ma della società moderna, in particolar modo quella Europea, così ben descritta dal concetto di modernità "liquida" in cui i riferimenti valoriali si perdono e le relazioni interpersonali diventano assai volatili.
Ho scoperto però una ricerca interessante proveniente dal Nuovo Mondo cinese.
Secondo un sondaggio Northeast China Normal University, realizzato del Dicembre 2007 il 90% degli studenti universitari cinesi pensa che "l'amore su Internet" sia un modo soddisfacente di soddisfare i loro bisogni emozionali.
Il 38% ha rivelato che loro conoscenti vivono storie d'amore online.
"Abbiamo troppe pressioni quando ci innamoriamo nel mondo reale, ma i bisogni emozionali interni possono essere soddisfatti meglio attraverso una relazione online"
Per il 38% dopo una relazione virtuale è molto probabile svilupparne una reale. Solo l'11,6% ha un'attitudine negativa sull'amore online.
"The Internet is becoming a much more popular medium for young people to express their feelings and satisfy their emotional needs," ha detto Sun Caiping, professore alla
Possiamo pensare che nella società dei giovani cinesi i vincoli imposti da società, cultura e stato siano tali che, come da loro dichiarato, solo su internet riescono ad essere "se stessi".
Possiamo anche pensare, però, che nella società Europea, nonostante la sua apparente libertà sociale e il benessere economico, le persone si sentano ogni tanto altrettanto vincolate ed oppresse dal sistema e non sentano più reale il "personaggio" che sono chiamati a vivere (quello che lavora 10 ore al giorno, che si è sposato 5 volte, che spende i propri soldi con poca consapevolezza, spinto da processi consumistici) e ricerchino più verità nei personaggi "virtuali".
Potremmo raggiungere una conclusione, quindi, che va in senso diametralmente opposto rispetto a quanto affermato dallo psicologo Bambling citato nel precedente post: Internet starebbe effettivamente aiutando le persone che vivono questa modernità liquida a ritrovare una nuova dimensione di socialità molto meno "virtuale" di quella a che sono costretti a vivere ogni giorno.
uno, nessuno, centomila: sociologia dei new media.

Un sociologo di chiara fama ha pubblicato una ricerca da cui ha tratto i seguenti insight:
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Gli incontri su Internet spesso non durano perché le persone finiscono per scegliere partner non adatti e creano legami emotivi prima di incontrarsi faccia a faccia.
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"Non si può mai pensare che le cose siano come sembrano online. Solo perché scrivono una bella frase, non significa che gli uomini siano Mr. Right": gli uomini usano il concetto di "rete", inviando email a dozzine di donne e sperando che una possa rispondere.
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"Pochi per esempio dicono 'guarda, sono un alcolizzato di mezza età che è stato sposato cinque volte, prendimi'. Tendono a presentarsi come un buon affare".
Bella scoperta. La rete non cambia la natura umana. La rete, se mai, la amplifica. Il "gioco di ruolo" connaturato nelle logiche di relazione della società moderna mette in contatto "personaggi" (va di moda dire "avatar": termine che indica le incarnazioni divine nella religione induista) e non "persone".
Avvicinarsi agli altri, instaurare dei rapporti, contiene sempre, quindi una componente irrazionale. In questo senso mi ritorna nuovamente in testa la morale di Zygmunt Bauman.
Se credete che queste modalità relazionali e le loro conseguenze siano un'invenzione di internet vi consiglio di rileggere qualche scritto di Pirandello sulla disgregazione dell'io. In particolare questo del 1900:
"Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto."
Uno, nessuno, centomila: et voilà ecco i social media.
Expo a Milano, senza polemiche...

L'Expo 2015 si terrà a Milano: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Expo2015Milan.jpg
Ripetete con me: "non farò polemiche su Alitalia e Malpensa, sull'inquinamento, sulla viabilità e i trasporti pubblici milanesi, sullo svincolo autostradale di RHO, sulle elezioni politiche, sui meriti e demeriti di sindaci, presidenti di provincia e di governo, sulla notizia falsa della vittoria di Smirne, su City Life, etc"
Quando si vince bisogna essere felici e basta, abbiamo gli altri 364 giorni dell'anno per fare gli italiani "normali"...
Assocomunicazione: convegno sotto accusa
..ma ancora di più del vespaio su vespa, mi ha stupito l'articolo di apertura di Spot & Web di oggi che riguarda un convegno organizzato a Roma da Assocumunicazione.Ecco il comunicato stampa di lancio ripreso da Pubblicità Italia: www.sportbiz.it/news.asp?id_news=39763 [errata: il comunicato si riferisce ad un altro evento]
Riporto testualmente le parole di Pasquale Diaferia, perchè magari ho letto male io:
"Più interessante [di parlare di Vespa n.d.a.] sarebbe invece occuparsi di chi va in giro a rappresentare il nostro ambiente facendo danni davvero seri. Perché giovedì scorso, in un convegno con centinaia di clienti, un paio di consiglieri Assocomunicazione, spalleggiati dal proprio direttore generale, hanno disegnato la comunità delle agenzie in modo davvero imbarazzante. Non solo si è certificato che i clienti oggi privilegino i media alternativi, e fin qui niente di strano. Ma risulta che le agenzie di pubblicità non vengano neanche ritenute capaci di assistere le aziende su queste discipline che ormai stanno diventando prioritarie.
Espressione letterale di uno di questi clienti: “Io quando vado da Google, non mi porto l’agenzia. Loro non sanno neanche di cosa stiamo parlando”. Sorriso imbarazzato del titolare della sua agenzia, seduto a fianco. A completare il disastro, Perchinelli, pensando di fare una battuta che avrebbe rivalutato le agenzie (in cauda, venenum), dichiara che tutto questo è legato
al fatto che c’è un eccesso di offerta, e che quindi i clienti devono tornare ad usare l’agenzia come un consulente in base alle sue competenze."
[...]
Nel frattempo, si attende il momento in cui quelle due o tre grandi aziende del web (Google, Yahoo, eBay, Msn, tanto per non far nomi) cominceranno ad offrire creatività ai clienti ormai schifati dalle agenzie.
Il resto dell'articolo lo leggete qui: www.spotandweb.it/archivio/2008/03/043_08.pdf
Disclaimer: io non c'ero quindi non posso dire la mia nel merito del convegno...vi viene in aiuto l'inappuntabile Mauro Lupi, come sempre pacato e referenziato in questo post.
Naturalmente la mia idea è che generalizzare in questo modo non renda merito a tutti quelli che seriamente stanno lavorando per fornire strumenti concreti, dati, numeri, evidenze, idee per avere successo online.
Naturalmente fra questi soggetti (sono sincero) ci metto anche la mia agenzia Connexia, per intenderci, che, ad esempio, con l'Osservatorio Multicanalità, sensa sensazionalismi, credo stia lavorando seriamente in questa direzione, anche se su questo mi piacerebbe sentire i miei clienti... anche loro sono "schifati"?
Non voglio poi cadere nella facile polemica "Nuove Leve" vs "Agenzie Tradizionali" perchè il conflitto di interessi sarebbe troppo evidente...
Comunque, mattinata di polemiche, questa. Sarà la primavera alle porte?
Da Vespa blog = prostituzione
Ci risiamo, rispondo con qualche giorno di imperdonabile ritardo all'appello che mi è arrivato da Layla Pavone, per dare risalto all'ennesimo Vespaio-tv su internet:
"L'indignazione di molti di noi, blogger, colleghi, professionisti, giornalisti, docenti universitari, ci ha portato a decidere, (su iniziativa di Stefano Quintarelli, che molti di voi conoscono ex Presidente di AIP Associazione Internet Providers) di scrivere una lettera a Bruno Vespa. Questa lettera e' stata nel frattempo ripresa da molti blogger, nonche' siti di informazione. Siete invitati a fare lo stesso nel caso abbiate un blog anche voi e nel caso naturalmente siate d'accordo con l'iniziativa."
Vi prego di guardare il video e comparare le osservazioni degli ospiti di Vespa e quelle pacate del padre di Raffaele Sollecito, che aveva la password per accedere al blog del figlio e ne leggeva saltuariamente i contenuti. Il blog è, a detta sua, "un aspetto che riguarda il suo tempo e i suoi coetanei".
"Rischio, promisquità, prostituzione"? Vabbhé, dai, faccio anch'io una "provocatoria esposizione di me" e firmo la lettera aperta che trovate qui:
http://blog.quintarelli.it/blog/2008/02/lettera-aperta.html
Riporto poi come suggeritomi il link al sito dell'Autorita' per la Garanzia delle Comunicazioni che, nel frattempo, ha inviato una lettera di richiamo a Porta a Porta proprio riferendosi alla trasmissione del 21 febbraio:
http://www.agcom.it/comunicati/cs_280208.htm
Una mia piccola opinione in calce
Se ci riferiamo ai soli blog personali (e non a quelli legati alla propria attività professionale) che spesso sono letti solo da una cerchia ristrettissima di persone ( pensate a Raffaele Sollecito che chiedeva esplicitamente al padre di andare a leggere il proprio blog) penso che leggere il blog dei nostri cari possa essere un mezzo bellissimo per conoscerli.
La parola scritta, che era andata via via perdendosi negli ultimi decenni del secolo scorso a vantaggio del telefono, è tornata a far parte della maniera di comunicare quotidiana delle persone. EVVIVA. Fra loro, vedo tanti insospettabili Iacopo Ortis che non hanno bisogno di inventarsi un amore disperato e un esilio per trovare lo stimolo di raccontarsi al prossimo per come sono (anche se spesso un po' di ortografia in più non guasterebbe).
La Web TV di Citroen... e Corto Maltese

Chiaramente Citroen è un brand che si è saputo guadagnare un posizionamento molto legato alla modernità, alla moda, al design...
...Ma cosa volete farci? A me, della nuova Web TV di Citroen (che trovo particolarmente ricca di materialee sulla quale stiamo recentemente lavorando) la cosa che è piaciuta di più è il video della Crociera Gialla, un documentario su una storia vera: l'attraversamento dell'Asia su mezzi cingolati nel 1931.
Una spedizione che "Nonostante difficoltà tecniche di ogni tipo, condizioni climatiche proibitive e guerre civili raggiunse nel febbraio del 1932 Pechino..."
Il mio immaginario personale non ha potuto infatti non richiamare alla memoria le letture appassionate di Corto Maltese... e dalle immagini si dovrebbe capire il perchè.
Insomma, se proprio vogliamo trovarne una, ecco la piccola morale di questo post: non dimentichiamoci le nicchie, non è poi così difficile accontentare tutti...
Troppi typo: su internet dureranno molto...

Bene, da oggi introdurremo un nuovo must must per diventare un piccolo blogger.
Il tempo è poco e la fretta spesso la fa da padrona, ma i typo verranno eliminati istantaneamente, anche perché su internet il tempo di permanenza in rete di un errore è molto lungo, spesso di più che nella carta stampata!
Giovanni, scrivi alla lavagna, come Burt Simpson: "Non tollererò più errori di ortografia nei miei post e nei miei commenti" … e speriamo che funzioni!
La maledizione del commerciale
Chi di voi fa il commerciale mi può capire. Quello sguardo diffidente negli occhi della gente. Quel retropensiero sempre presente..."quanto mi farà spendere?"
"Ciao ti presento GP..." sorriso
"il nostro business manager"... labbra piatte
Propongo di eliminare i termini "commerciale", "venditore", "business manager" ed usare invece "soluzioniere" oppure "solution manager"
Ecco, qualcosa che assomigli di più a Wolf , tipo "mi chiamo GP, risolvo problemi"... un po' banale, forse, ma funziona!
scusate lo sfogo :)



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