Expo a Milano, senza polemiche...

L'Expo 2015 si terrà a Milano: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Expo2015Milan.jpg
Ripetete con me: "non farò polemiche su Alitalia e Malpensa, sull'inquinamento, sulla viabilità e i trasporti pubblici milanesi, sullo svincolo autostradale di RHO, sulle elezioni politiche, sui meriti e demeriti di sindaci, presidenti di provincia e di governo, sulla notizia falsa della vittoria di Smirne, su City Life, etc"
Quando si vince bisogna essere felici e basta, abbiamo gli altri 364 giorni dell'anno per fare gli italiani "normali"...
Crisis management: un concetto da ridefinire
Dico subito una serie di cose ovvie, ma ancora poco comprese da molte imprese: il tema della reputazione online è un falso problema.
Con circa 26 milioni di consumatori in rete, la reputazione online non è cosa molto distinta dalla brand reputation tout-cur.
Inoltre, con almeno 5 milioni di consumatori italiani "reloaded" lasciati "imprudentemente" liberi di informarsi approfonditamente sui propri acquisti, l'ideale sarebbe che le aziende mettessero sul mercato prodotti di qualità al giusto prezzo e che dicessero sempre la verità, perchè le bugie hanno sempre di più le gambe corte.
Ora però torniamo al mondo reale dove le cose ovvie diventano utopie: ieri ho avuto un lungo colloquio con un manager di una importante azienda con la quale collaboro ormai da un anno.
L'azienda ha subito diversi attacchi dalla rete in altri paesi d'europa e ora sono interessati ad effettuare un monitoraggio costante del mondo dei blog, forum, social network et similia. L'obiettivo che li muove è principalmente la prevenzione delle crisi.
Io ho chiaramente fatto subito una semplice domanda: ma sono vere queste accuse?
Il manager in questione mi ha tirato fuori una serie di informazioni, pareri referenziati e dati che perlomeno metterebbero in dubbio alcune tesi esposte dai consumatori.
Allora, dico io, perchè non comunicarle in modo trasparente, inserendole semplicemente nella discussione in atto? Per esperienza diretta, avendo monitorato l'andamento di certe attività di altre aziende, operare in modo stealth disseminando la rete di falsi giudizi positivi non solo è illegale ma è sopratutto poco efficace. Insomma l'azienda che abbassa lo sguardo e si mette a interloquire direttamente con il consumatore è, risultati alla mano, molto più efficace e credibile.
Anche se a noi che operiamo nelle PR digitali sembra lapalissiano, questo concetto è ancora molto difficile da "digerire" e il singolo consumatore non è ancora diventato un interlocutore credibile per un brand. Inoltre il tema è nuovo e non rientra precisamente in nessuna funzione aziendale. Non se ne occupano i responsabili della comunicazione online perchè quando c'è da instaurare una relazione è compito delle PR, non se occupano i responsabili comunicazione e ufficio stampa perchè non si tratta di giornalisti, non se ne occupa il marketing perchè non si parla di ADV e media planning... in sostanza è difficile mettere tutti d'accordo.
A mio parere, se quando cerco il nome di un certo prodotto, fra primi 10 risultati di Google 5 sono commenti negativi di utenti che ti accusano in modo circostanziato di manipolare le informazioni e di non mettere sul mercato prodotti di qualità, beh allora non c'è da aspettare che un giornalista pubblichi questi commenti su carta stampata per annunciare la crisi: siamo già in crisi e bisogna urgentemente fare qualcosa!
Al momento attuale, invece, sembra che progetti di crisis management si mettano in atto solo quando la reputazione dell'azienda è messa in dubbio dalla stampa o dalla televisione.
Non sarà il caso di rivedere questa definizione e spostare un po' la nostra attenzione?
Assocomunicazione: convegno sotto accusa
..ma ancora di più del vespaio su vespa, mi ha stupito l'articolo di apertura di Spot & Web di oggi che riguarda un convegno organizzato a Roma da Assocumunicazione.Ecco il comunicato stampa di lancio ripreso da Pubblicità Italia: www.sportbiz.it/news.asp?id_news=39763 [errata: il comunicato si riferisce ad un altro evento]
Riporto testualmente le parole di Pasquale Diaferia, perchè magari ho letto male io:
"Più interessante [di parlare di Vespa n.d.a.] sarebbe invece occuparsi di chi va in giro a rappresentare il nostro ambiente facendo danni davvero seri. Perché giovedì scorso, in un convegno con centinaia di clienti, un paio di consiglieri Assocomunicazione, spalleggiati dal proprio direttore generale, hanno disegnato la comunità delle agenzie in modo davvero imbarazzante. Non solo si è certificato che i clienti oggi privilegino i media alternativi, e fin qui niente di strano. Ma risulta che le agenzie di pubblicità non vengano neanche ritenute capaci di assistere le aziende su queste discipline che ormai stanno diventando prioritarie.
Espressione letterale di uno di questi clienti: “Io quando vado da Google, non mi porto l’agenzia. Loro non sanno neanche di cosa stiamo parlando”. Sorriso imbarazzato del titolare della sua agenzia, seduto a fianco. A completare il disastro, Perchinelli, pensando di fare una battuta che avrebbe rivalutato le agenzie (in cauda, venenum), dichiara che tutto questo è legato
al fatto che c’è un eccesso di offerta, e che quindi i clienti devono tornare ad usare l’agenzia come un consulente in base alle sue competenze."
[...]
Nel frattempo, si attende il momento in cui quelle due o tre grandi aziende del web (Google, Yahoo, eBay, Msn, tanto per non far nomi) cominceranno ad offrire creatività ai clienti ormai schifati dalle agenzie.
Il resto dell'articolo lo leggete qui: www.spotandweb.it/archivio/2008/03/043_08.pdf
Disclaimer: io non c'ero quindi non posso dire la mia nel merito del convegno...vi viene in aiuto l'inappuntabile Mauro Lupi, come sempre pacato e referenziato in questo post.
Naturalmente la mia idea è che generalizzare in questo modo non renda merito a tutti quelli che seriamente stanno lavorando per fornire strumenti concreti, dati, numeri, evidenze, idee per avere successo online.
Naturalmente fra questi soggetti (sono sincero) ci metto anche la mia agenzia Connexia, per intenderci, che, ad esempio, con l'Osservatorio Multicanalità, sensa sensazionalismi, credo stia lavorando seriamente in questa direzione, anche se su questo mi piacerebbe sentire i miei clienti... anche loro sono "schifati"?
Non voglio poi cadere nella facile polemica "Nuove Leve" vs "Agenzie Tradizionali" perchè il conflitto di interessi sarebbe troppo evidente...
Comunque, mattinata di polemiche, questa. Sarà la primavera alle porte?
Da Vespa blog = prostituzione
Ci risiamo, rispondo con qualche giorno di imperdonabile ritardo all'appello che mi è arrivato da Layla Pavone, per dare risalto all'ennesimo Vespaio-tv su internet:
"L'indignazione di molti di noi, blogger, colleghi, professionisti, giornalisti, docenti universitari, ci ha portato a decidere, (su iniziativa di Stefano Quintarelli, che molti di voi conoscono ex Presidente di AIP Associazione Internet Providers) di scrivere una lettera a Bruno Vespa. Questa lettera e' stata nel frattempo ripresa da molti blogger, nonche' siti di informazione. Siete invitati a fare lo stesso nel caso abbiate un blog anche voi e nel caso naturalmente siate d'accordo con l'iniziativa."
Vi prego di guardare il video e comparare le osservazioni degli ospiti di Vespa e quelle pacate del padre di Raffaele Sollecito, che aveva la password per accedere al blog del figlio e ne leggeva saltuariamente i contenuti. Il blog è, a detta sua, "un aspetto che riguarda il suo tempo e i suoi coetanei".
"Rischio, promisquità, prostituzione"? Vabbhé, dai, faccio anch'io una "provocatoria esposizione di me" e firmo la lettera aperta che trovate qui:
http://blog.quintarelli.it/blog/2008/02/lettera-aperta.html
Riporto poi come suggeritomi il link al sito dell'Autorita' per la Garanzia delle Comunicazioni che, nel frattempo, ha inviato una lettera di richiamo a Porta a Porta proprio riferendosi alla trasmissione del 21 febbraio:
http://www.agcom.it/comunicati/cs_280208.htm
Una mia piccola opinione in calce
Se ci riferiamo ai soli blog personali (e non a quelli legati alla propria attività professionale) che spesso sono letti solo da una cerchia ristrettissima di persone ( pensate a Raffaele Sollecito che chiedeva esplicitamente al padre di andare a leggere il proprio blog) penso che leggere il blog dei nostri cari possa essere un mezzo bellissimo per conoscerli.
La parola scritta, che era andata via via perdendosi negli ultimi decenni del secolo scorso a vantaggio del telefono, è tornata a far parte della maniera di comunicare quotidiana delle persone. EVVIVA. Fra loro, vedo tanti insospettabili Iacopo Ortis che non hanno bisogno di inventarsi un amore disperato e un esilio per trovare lo stimolo di raccontarsi al prossimo per come sono (anche se spesso un po' di ortografia in più non guasterebbe).



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