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Il blog è morto, viva il Blog!

di Giovanni (15/12/2008 - 15:26)

Il mio Blog si sposta su

http://giovannipola.wordpress.com/

ciao!

Giovanni

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ok ok non sono un blogger

di Giovanni (07/12/2008 - 17:04)

Sto per cambiare piattaforma. Passerò finalmente a wordpress e addio a questo catorcio... che sia il primo passo per  passare da essere "uno che ha un blog" a diventare un vero blogger?

Vedremo.

 

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Crisi di raccolta in RAI, la TV è morta, viva la TV!

di Giovanni (20/10/2008 - 13:48)

Non c'è dubbio che per chi fa il mio mestiere questa sia la notizia del giorno.


Un calo Y/Y del 48% dovrebbe far riflettere. Ad Agosto le cose non sembravano particolarmente mutate nei loro equilibri fondamentali:


Cito testualmente dall'articolo:
"Insomma, occhi puntati sulla Sipra, la concessionaria di raccolta pubblicitaria della Rai, che dovrà anche organizzarsi per le nuove sfide sul web, dove sino ad ora, non ha tirato fuori granché in termini di profitti: il caso Olimpiadi è emblematico, così come hanno rivelato le analisi della Nielsen allegate ad integrazione del piano industriale, che vedono solo al trentesimo posto il portale Rai.it, nonostante possa disporre dei contenuti editoriali della più importante azienda multimediale del Paese. "

Nel convegno del 10 di Ottobre in Bicocca, Gianluca Nicoletti ci ha ricordato che la radio è morta, perchè non è più legata ad una forma o ad un supporto fisico predeterminato: cos'è la radio adesso? Un telefonino, un pc, un lettore mp3, un podcast... eppure la radio, risorta dalle sue ceneri, vive un periodo di grande vivacità supportata da una buona raccolta pubblicitaria.

Bene se per la televisione intesa come come mezzo, visto anche cosa ne pensano i giovani, prevedo una morte certa nel medio periodo, tutt'altro penso della televisione come contenuto, che sicuramente vivrà presto una nuova stagione di rinascita, nel momento in cui si deciderà a cambiare il suo modello di business.

Cosa succederebbe se RAI e Mediaset diffondessero veramente tutti i loro contenuti in streaming live e on demand gratuitamente magari approfittando dello streaming HD

Sicuramente smetterei di cercarmi le scenette di Zelig su Youtube... e con me milioni di Italiani (nel caso qui sotto oltre 1.100.000).

Intanto, però il video più visto di tutti i tempi rimane Evolution Dance, per la realizzazione del quale sono bastati un teatro di quarta categoria, un ballerino pelatino e un po' grassoccio e una telecamera qualsiasi su un cavalletto... et voilà, 102 milioni di visualizzazioni!

 

 

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Stevie, la cosa più vicina alla prova dell'esistenza degli UFO sulla terra

di Giovanni (03/10/2008 - 17:16)

www.flickr.com

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Pronto? Smanettoni in ascolto?

di Giovanni (01/10/2008 - 19:14)


In vista del già citato convegno sulla Democrazia Digitale, stiamo cercando veri e propri smanettoni NON PROFESSIONISTI, che irrompano nel convegno del 10 Ottobre in Bicocca collegandosi IN DIRETTA tramite il proprio telefonino per zittire tutti gli espertoni e professoroni che saranno presenti.

MASSI' a chi importa veramente di quello che ho da dire io sulla democrazia digitale? Non sarebbe bello che la casalinga di Voghera, il latin lover di Frascati, luomo salentino ancora immerso nella spazzatura, possano dirci la loro in diretta e col solo telefonino? non è già questa una prova di Democrazia Digitale?

Qui trovatre tutte le istruzioni:

http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/2008/10/01/wanted/

 

Tag: Bicocca,democrazia,pirati

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Democrazia Digitale II - la quinta colonna del web

di Giovanni (26/09/2008 - 15:10)


La storia dell'uomo ci insegna che grazie alla retorica della democrazia e del "potere del popolo" oltre a destabilizzare i vecchi schemi di potere (e a crearne altri) si è dato spesso origine a nuovi establishment tutt'altro che democratici (rivoluzione francese -> Robespierre).

Ora il vecchio sistema di potere su cui si è basato il capitalismo moderno è fortemente destabilizzato dalla nuova "rivoluzione digitale". Il consumatore post-moderno grazie ad una maggiore facilità di circolazione delle informazioni e delle opinioni, attraverso nuove forme di socialità, ha sicuramente acquisito nuovi poteri.

Il consumatore smette di essere considerato solamente in base al peso dello scontrino della spesa e diventa una "persona" con attitudini, sentimenti, aspirazioni e un proprio desiderio di socialità che è stato castrato per troppo tempo.

Si comincia a mettere in discussione il PIL come principale indicatore dello stato di salute di una Nazione sostituendolo con criteri che tendono a misurarne l'isobenessere.

Google, Wikipedia, i grandi Social Network sono i grandi garanti di questi nuovi sviluppi MA contemporaneamente, sottilmente, possono trasformarsi nei nuovi Robespierre grazie al controllo pressocchè assoluto sulle possibilità di accesso alle informazioni online. Controllo che, a pagamento, può essere tranquillamente ceduto al miglior offerente (vedi il recente caso di Facebook che concede ai propri partner l'accesso ai dati sensibili degli utenti).

Abbiamo voluto la rivoluzione digitale? Bene, ora teniamo gli occhi aperti per tenercela stretta affinché il nuovo establishment sia, fuor di retorica, veramente democratico!

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Democrazia Digitale

di Giovanni (09/09/2008 - 16:01)

Il 10 Ottobre avrò l'occasione di partecipare ad un consesso di autorevoli esperti, filosofi, professori, massmediologi, blogger, comunicatori sul tema della Democrazia Digitale. Ne riparlerò spesso nelle prossime settimane.

Mentre cerco di far mente locale su qualche cosa di intelligente da dire in quel contesto (il mio povero neurone sta girando un po' a vuoto... :) ) ripasso un po' di frasi che ho raccolto nelle ultime settimane sul tema. Non aggiungo commenti (per ora).

"Arriva Chrome: in questo momento l'utente Internet è libero di dire qualsiasi cosa.... basta che lo dica a Google"

"L'Establishment dei Top Brand mondiali del largo consumo non è stato toccato dalla rivoluzione digitale: beviamo Coca-cola, mangiamo pasta Barilla, mandiamo giù e ci tira sù il caffè Lavazza, i nostri bambini portano pannolini Pampers.... Da una RIVOLUZIONE, da un nuovo POTERE dei consumatori, mi sarei invece aspettato un vero cambio della guardia..."

"Siamo nell'era delle Informazioni: chi ha l'informazione ha il potere.... la gente ha libero accesso alle scenette di Zelig su Youtube, ma le informazioni sensibili ce le hanno i partner di Facebook!!"

"Come si conciliano due (quasi) monopoli come Microsoft e Google con concetto stesso di Democrazia? Noi utenti non possiamo che fidarci del motto 'don't do evil' "

MA ANCHE

"L'utente 2.0 ha i superpoteri che prima erano della marca"

"Una parte evoluta della società ha sviluppato grazie ad internet una infedeltà ai brand grazie alla quantità di informazioni a sua disposizione, fenomeno che sarebbe stato impossibile nel recentissimo passato"

"Wikipedia è la più grande innovazione mediatica nella storia dell'umanità"

 

 

Tag: democrazia,digitale

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Societing

di Giovanni (09/09/2008 - 15:42)

Arrivo un po' in ritardo a dire la mia sul libro di Fabris che mi ha piacevolmente allietato e solleticato le sinapsi quest'estate (qui il blog ufficiale ahimè un po' "statico") .

Ricomincio da dove ha abbandonato la sua riflessione Mauro Lupi nel suo blog riprendendo da lì (cut&paste) il mio commento.

Anche secondo me la "pars costruens" del libro è sicuramente il suo punto debole: da "addetto ai lavori" forse mi sarei aspettato un approfondimento maggiore proprio del mezzo Internet e dei paradigmi utilizzabili nella comunicazione online...

In ogni caso, riguardo alla domanda posta da Mauro sulla quantificazione del consumatore postmoderno, non ho potuto non notare quanto il fenomeno così come descritto da Fabris (che sicuramente ha un respiro molto più ampio) trovi una corrispondenza molto forte nel lavoro che stiamo portando avanti come Osservatorio Multicanalità, sul cui blog spero di possa continuare la riflessione (Andrea R U there?).

Proprio i riferimenti alle caratteristiche del consumatore post-moderno, che vive un rapporto autonomo e laico con la marca, in continua ricerca di uncontatto diretto con il mondo della produzione e scarso fruitore di televisione, avvicinano questo profilo a quello di quello che in quella sede avevamo chiamato del Consumatore Reloaded.

Potremmo definire il Consumatore Reloaded come "il nocciolo duro del post-modernimo in Italia"?

5,5 milioni di persone (giovani e adulti, uomini e donne) che, fra l'altro, pesano per 13% degli acquisti a scaffale.

La cosa che più mi piace è la comunanza di visione quando Fabris insiste sul concetto che il passaggio d'epoca vede comunque sopravvivere e convivere i paradigmi caratterizzanti le epoche precedenti.

Infatti l'ormai vecchio "Consumatore Moderno" (se mi si concede l'ossimoro), come da lui descritto, potrebbe essere identificato con il cluster degli Esclusi (per lo più anziano e grande fruitore di televisione, in cui riscontriamo gli stilemi del "classico" rapporto fedele e consolidato con la marca): beh stiamo sempre parlando di un 20% della popolazione Italiana.

Comunque vedremo la ricerca 2008 che tipi di trend individuerà nel cluster per me più interessante, quei "Tradizionali Coinvolti" che possono facilmente scoprirsi "post-moderni" o Reloaded.

Sicuramente la ricchezza e la completezza di Societing, rappresentano un lavoro da tener presente anche nel momento in cui andremo, come Osservatorio a interpretare i dati del 2008.

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Mediaset e Youtube: la questione è semplice e conosciuta

di Giovanni (31/07/2008 - 12:10)

La notizia di oggi è che Miediaset chiede 500 mln di Euro di danno a Youtube ed è già molto discussa in rete. Ecco come la penso.

0) Le leggi vanno rispettate. In questo caso specifico i principi di diritto sulla cd "proprietà intellettuale" sono chiari ed inequivocabili, non c'è falla nel sistema giuridico.

1) I contenuti più visti su Youtube (abbonatevi al feed... è interessante tenerne traccia) sono contenuti coperti da copyright.

2)  Gli utenti che caricano questi contenuti su Youtube, secondo l'attuale ordinamento giuridico, delinquono.

3) Youtube si avvantaggia di questo stato di illegalità vendendo pubblicità.

4) Youtube dovrebbe quindi essere considerato correo dell'utente che delinque.

5) Gli User Generated Content non c'entrano nulla in tutto ciò perchè non si parla di contenuti generati dagli utenti.

6) "YouTube rispetta i diritti dei titolari di copyright e prende molto seriamente la questione della tutela dei diritti d'autore", recita una nota della società. "Riteniamo che non vi sia alcun bisogno di ricorrere a costose azioni legali". Di fatto è un'ammissione di colpa: si andrà al patteggiamento.

7) Che Youtube sia disposta a patteggiare non sorprende: quando Google ha comprato Youtube, ha messo a budget, accantonandoli, 5 miliardi di dollari per risarcimenti di danni quindi è perfettamente consapevole della cosa. Inoltre sta procedendo, con la dovuta calma, a trovare accordi con le case produttrici di contenuti.

La democrazia in Internet, la libertà degli utenti di dire la loro, di impossessarsi della tecnologia per partecipare a questa enorme conversazione di massa, non c'entra nulla.

Non credo che l'anarchia faccia bene al sistema, anzi credo che l'anarchia impedisca al sistema di diventare a tutti gli effetti il più grande business del terzo millennio.

 

 

 

 

Tag: mediaset,Youtube,copyright

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Una metodologia per i "Mezzi di Conversazione di Massa"

di Giovanni (14/07/2008 - 10:17)


Dopo il confronto con alcuni colleghi e diverse aziende, pubblico una versione della Metodologia LAST, che spiega l'approccio ai Social Media secondo le fasi di approccio ad una "conversazione di massa". Se qualcuno capitasse di qui a darmi un parere... sarebbe il benvenuto!

 

 

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Libertà nei suffissi = $$$ per Google

di Giovanni (27/06/2008 - 20:08)

Ormai lo sappiamo tutti: (da http://www.ultimenotizie.tv) "La Icann ha confermato la decisione: dal 2009 piena libertà di suffissi negli indirizzi internet. L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è un ente internazionale non-profit, istituito il 18 settembre 1998 per proseguire in numerosi incarichi di gestione relativi alla rete Internet che in precedenza erano demandati ad altri organismi. Dal prossimo anno un indirizzo internet dopo il punto potrà finire con qualsiasi parola (dominio di primo livello / Top-Level Domain). E potrà essere formulato in ogni lingua, dall’arabo al cinese mandarino."

Allora... è da un po' che mi chiedo se è poi così vero che nel web esiste tutta questa sbandierata democrazia.

A me sembra chiaro che maggiore libertà nei domini = impossibilità di trovare a "colpo sicuro" l'indirizzo di un'azienda = maggiore indeterminatezza = maggior potere al search = maggiori soldi per Google.

Diciamocelo, dal punto di vista del business tanto di cappello a questa manovra, dal punto di vista della presupposta "democrazia della rete" un altro colpo a favore dello strapotere dell'oligopolio dominante. 

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Michele Ficara ci ha beccati con le mani...

di Giovanni (27/06/2008 - 19:23)

Michele Ficara ci ha beccati con le mani...nella mozzarella di bufala del Colonial Cafè di Rino Moffa.
Zak!
Massimo ed io immortalati con l'insalata fra i denti. Sono cose brutte che non vorremmo mai vedere, ma... tant'è....poteva mancarci una dichiarazione sui Social Media? del resto "vanno via come il pane"...
 

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Uno, nessuno, centomila (2): giovani cinesi innamorati online

di Giovanni (23/05/2008 - 16:53)

Proseguo nel discorso impostato nel precedente post.

 

Sono convinto che il distacco fra "persona reale" e "personaggio" non sia una invenzione di Internet ma della società moderna, in particolar modo quella Europea, così ben descritta dal concetto di modernità "liquida" in cui i riferimenti valoriali si perdono e le relazioni interpersonali diventano assai volatili.

 

Ho scoperto però una ricerca interessante proveniente dal Nuovo Mondo cinese.

 

Secondo un sondaggio Northeast China Normal University, realizzato del Dicembre 2007 il 90% degli studenti universitari cinesi pensa che "l'amore su Internet"  sia un modo soddisfacente di soddisfare i loro bisogni emozionali.

 

Il 38% ha rivelato che loro conoscenti vivono storie d'amore online.

 

"Abbiamo troppe pressioni quando ci innamoriamo nel mondo reale, ma i bisogni emozionali interni possono essere soddisfatti meglio attraverso una relazione online"

 

Per il 38% dopo una relazione virtuale è molto probabile svilupparne una reale. Solo l'11,6% ha un'attitudine negativa sull'amore online.

 

 "The Internet is becoming a much more popular medium for young people to express their feelings and satisfy their emotional needs," ha detto Sun Caiping, professore alla  Northeast China Normal University .

 

Possiamo pensare che nella società dei giovani cinesi i vincoli imposti da società, cultura e stato siano tali che, come da loro dichiarato, solo su internet riescono ad essere "se stessi".

 

Possiamo anche pensare, però, che nella società Europea, nonostante la sua apparente libertà sociale e il benessere economico, le persone si sentano ogni tanto altrettanto vincolate ed oppresse dal sistema e non sentano più reale il "personaggio" che sono chiamati a vivere (quello che lavora 10 ore al giorno, che si è sposato 5 volte, che spende i propri soldi con poca consapevolezza, spinto da processi consumistici) e ricerchino più verità nei personaggi "virtuali".

 

Potremmo raggiungere una conclusione, quindi, che va in senso diametralmente opposto rispetto a quanto affermato dallo psicologo Bambling citato nel precedente post: Internet starebbe effettivamente aiutando le persone che vivono questa modernità liquida a ritrovare una nuova dimensione di socialità molto meno "virtuale" di quella a che sono costretti a vivere ogni giorno.

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uno, nessuno, centomila: sociologia dei new media.

di Giovanni (23/05/2008 - 09:54)


Un sociologo di chiara fama ha pubblicato una ricerca da cui ha tratto i seguenti insight:

  • Gli incontri su Internet spesso non durano perché le persone finiscono per scegliere partner non adatti e creano legami emotivi prima di incontrarsi faccia a faccia.
  • "Non si può mai pensare che le cose siano come sembrano online. Solo perché scrivono una bella frase, non significa che gli uomini siano Mr. Right": gli uomini usano il concetto di "rete", inviando email a dozzine di donne e sperando che una possa rispondere.
  • "Pochi per esempio dicono 'guarda, sono un alcolizzato di mezza età che è stato sposato cinque volte, prendimi'. Tendono a presentarsi come un buon affare".

Bella scoperta. La rete non cambia la natura umana. La rete, se mai, la amplifica. Il "gioco di ruolo" connaturato nelle logiche di relazione della società moderna mette in contatto "personaggi" (va di moda dire "avatar": termine che indica le incarnazioni divine nella religione induista) e non "persone".

Avvicinarsi agli altri, instaurare dei rapporti, contiene sempre, quindi una componente irrazionale. In questo senso mi ritorna nuovamente in testa la morale di Zygmunt Bauman.

Se credete che queste modalità relazionali e le loro conseguenze siano un'invenzione di internet vi consiglio di rileggere qualche scritto di Pirandello sulla disgregazione dell'io. In particolare questo del 1900:

"Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell'io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell'io. [...] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altre individualità, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto."

Uno, nessuno, centomila: et voilà ecco i social media.

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Il nuovo marketing liquido nell’era del web 2.0

di Giovanni (12/05/2008 - 00:53)

Ho preparato questa presentazione per una lezione che terrò domani ai ragazzi del corso FONDAMENTI DI PUBBLICITA’ presso il corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Univ. San Raffaele.

Sarà molto interessante per me confrontarmi per la prima volta con una platea di soli appartenenti alla GENERAZIONE Y!! 

14 - mAGGIO - Aggiornamento: ho utilizzato gli stessi contenuti anche per l'apertura dei lavori dell'EBA Forum 2008

 

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Fiera Milanocity, 13-15 maggio 2008

di Giovanni (09/05/2008 - 11:37)

Segnalo 4 giorni di convegni specializzati sulla comunicazione e la crossmedialità: dal 13 al 16 maggio 2008 FieraMilanoCity ospiterà in co-location gli eventi:

Media 2.0 www.media2expo.com
EBA Forum www.ebaforum.it
Netcomm E-commerce Forum
E-commerce Forum www.consorzionetcomm.it
TVDigitali08
 www.tvdigitali.com
E-mail Power 2008  www.emailpower.it
Proximity Forum 2008  www.proximityforum.eu 

 

 

La partecipazione a tutti gli eventi sopracitati è gratuita previa iscrizione su i rispettivi siti web. Nello specifico Connexia invita a seguire gli interventi all'interno delle seguenti sessioni:

 

  • 14 MAGGIO ore 9,50 - EBA Forum (14-15 maggio) - Giovanni Pola, Direttore Marketing e Vendite di Connexia terrà l'intervento di apertura dei lavori dal titolo: "Aziende e consumatori: la multicanalità paga. Ricerche di mercato, trend e scenari evolutivi della comunicazione 2.0" 
  • 14 MAGGIO ore 14,00 -17,30 - MEDIA 2.0 (13-16 maggio) - sessione "MARKETING RESEARCH & BUSINESS MODELS" all'interno dello spazio dedicato all'Osservatorio Multicanalità Giovanni Pola, Direttore Marketing e Vendite di Connexia terrà l'intervento dal titolo: "L'impatto della multicanalità nelle strategie delle media agengy"  
  • 15 MAGGIO ore 11,30 - EBA Forum (14-15 maggio) - alla tavola rotonda "Il Marketing sportivo e i suoi protagonisti" interverrà Paolo d'Ammassa, Amministratore Delegato di Connexia  
     
  • 15 MAGGIO - ore 9,30 - MEDIA 2.0 (13-16 maggio) - sessione "OLTRE IL WEB 2.0 IL MERCATO DEI CONTENUTI PARTECIPATI E PARTECIPATIVI" Massimo Cortinovis, Presidente di Connexia terrà l'intervento dal titolo: "BLUEMAPIA.COM - GeoCommunity 2.0 - TAGS: geo, gps, web 2.0, social network, media sharing 

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Sindrome da personalità virtuali multiple

di Giovanni (30/04/2008 - 10:21)

Riporto il video trovato sul blog di Luca Sartoni che mi ha fatto morire dal ridere.
Non so se farlo vedere ai clienti o no... mmmh che fare? lol!
Intanto lo embeddo qui (incrociando le dita che non smonti il blog):  

L'incubo di Tom che mi insegue volando mi perseguiterà di notte per sempre.

A proposito, ecco il mio myspace: www.myspace.com/giovannipola ma lì parlo solo del mio CV di musicista. In effetti sto subendo anch'io la sindrome da personalità virtuali multiple: nel blog, in facebook, myspace, linkedin... ci sono solo dei pezzettini sparsi di me, non ho messo tutto dappertutto e indentificarsi un po' col ragazzo del video non è difficile.

Comunque: grazie a myspace ho riformato un gruppo funky-jazz con contatti che avevo perso da tempo, su facebook mi tengo in contatto con la mia sorellina più piccola (e controllo cosa combina nelle feste universitarie a cui partecipa), su Linkedin ho organizzato di recente appuntamenti di lavoro importanti... insomma direi che i social network mi hanno fatto muovere molto da quel divano, per ora!

 

 

 

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Blog Driver Day 2008 ... e io c'ero!

di Giovanni (24/04/2008 - 23:57)

La prova nelle immagini!

 


Created with Admarket's flickrSLiDR.

www.blogdriverday.it

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the "Gimli attitude" & the WORST BRIEF in history

di Giovanni (16/04/2008 - 16:11)

Doveva succedere prima o poi quest'anno. Bene, è successo.

Riunione plenaria in una delle più importanti aziende d'Italia e consegna del brief peggiore della storia. Le condizioni sono le seguenti:

  • Siamo in gara con 6 delle più grandi agenzie in Italia (a parte le lusinghe... in 6 è una short list un po' long...)
  • Il brief è vecchio (internet 0.1), superficiale e contraddittorio in molti punti
  • L'interlocutore ha dato segni evidenti di non conoscere la base di quello che è internet, suscitando, in certi momenti, l'ilarità generale
  • Ci sono solo 2 settimane per realizzare il tutto con il ponte di mezzo
  • In caso di vittoria, il progetto ha delle tempistiche che hanno suscitato (ancora una volta) l'ilarità generale
  • Il budget del progetto è stato definito dallo stesso cliente completamente inadeguato

Cosa credete che abbia fatto? Rinunciato? Macchè, praticamente ho utilizzato la stessa identica risposta di Gimli ad Aragorn in questo filmato: "Certezza di morte, scarse possibilità di successo ...cosa stiamo aspettando!?!?!"

Il tempo mi dirà se ho avuto ragione. Sempre che non mi stia gettando dal Monte Fato...

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Expo a Milano, senza polemiche...

di Giovanni (31/03/2008 - 20:44)


L'Expo 2015 si terrà a Milano: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Expo2015Milan.jpg

Ripetete con me: "non farò polemiche su Alitalia e Malpensa, sull'inquinamento, sulla viabilità e i trasporti pubblici milanesi, sullo svincolo autostradale di RHO, sulle elezioni politiche, sui meriti e demeriti di sindaci, presidenti di provincia e di governo, sulla notizia falsa della vittoria di Smirne, su City Life, etc"

Quando si vince bisogna essere felici e basta, abbiamo gli altri 364 giorni dell'anno per fare gli italiani "normali"...

Tag: Expo,Polemiche

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Crisis management: un concetto da ridefinire

di Giovanni (26/03/2008 - 09:38)

Dico subito una serie di cose ovvie, ma ancora poco comprese da molte imprese: il tema della reputazione online è un falso problema.
Con circa 26 milioni di consumatori in rete, la reputazione online non è cosa molto distinta dalla brand reputation tout-cur.
Inoltre, con almeno 5 milioni di consumatori italiani "reloaded" lasciati "imprudentemente" liberi di informarsi approfonditamente sui propri acquisti, l'ideale sarebbe che le aziende mettessero sul mercato prodotti di qualità al giusto prezzo e che dicessero sempre la verità, perchè le bugie hanno sempre di più le gambe corte.

Ora però torniamo al mondo reale dove le cose ovvie diventano utopie: ieri ho avuto un lungo colloquio con un manager di una importante azienda con la quale collaboro ormai da un anno.

L'azienda ha subito diversi attacchi dalla rete in altri paesi d'europa e ora sono interessati ad effettuare un monitoraggio costante del mondo dei blog, forum, social network et similia. L'obiettivo che li muove è principalmente la prevenzione delle crisi.

Io ho chiaramente fatto subito una semplice domanda: ma sono vere queste accuse?
Il manager in questione mi ha tirato fuori una serie di informazioni, pareri referenziati e dati che perlomeno metterebbero in dubbio alcune tesi esposte dai consumatori.
Allora, dico io, perchè non comunicarle in modo trasparente, inserendole semplicemente nella discussione in atto?  Per esperienza diretta, avendo monitorato l'andamento di certe attività di altre aziende, operare in modo stealth disseminando la rete di falsi giudizi positivi non solo è illegale ma è sopratutto poco efficace. Insomma l'azienda che abbassa lo sguardo e si mette a interloquire direttamente con il consumatore è, risultati alla mano, molto più efficace e credibile.
 
Anche se a noi che operiamo nelle PR digitali sembra lapalissiano, questo concetto è ancora molto difficile da "digerire" e il singolo consumatore non è ancora diventato un interlocutore credibile per un brand. Inoltre il tema è nuovo e non rientra precisamente in nessuna funzione aziendale. Non se ne occupano i responsabili della comunicazione online perchè quando c'è da instaurare una relazione è compito delle PR, non se occupano i responsabili comunicazione e ufficio stampa perchè non si tratta di giornalisti, non se ne occupa il marketing perchè non si parla di ADV e media planning... in sostanza è difficile mettere tutti d'accordo.

A mio parere, se quando cerco il nome di un certo prodotto, fra primi 10 risultati di Google 5 sono commenti negativi  di utenti che ti accusano in modo circostanziato di manipolare le informazioni e di non mettere sul mercato prodotti di qualità, beh allora non c'è da aspettare che un giornalista pubblichi questi commenti su carta stampata per annunciare la crisi: siamo già in crisi e bisogna urgentemente fare qualcosa!

Al momento attuale, invece, sembra che progetti di crisis management si mettano in atto solo quando la reputazione dell'azienda è messa in dubbio dalla stampa o dalla televisione. 

Non sarà il caso di rivedere questa definizione e spostare un po' la nostra attenzione?

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Assocomunicazione: convegno sotto accusa

di Giovanni (05/03/2008 - 10:43)

..ma ancora di più del vespaio su vespa, mi ha stupito l'articolo di apertura di Spot & Web di oggi che riguarda un convegno organizzato a Roma da Assocumunicazione.
Ecco il comunicato stampa di lancio ripreso da Pubblicità Italia: www.sportbiz.it/news.asp?id_news=39763 [errata: il comunicato si riferisce ad un altro evento]

Riporto testualmente le parole di Pasquale Diaferia, perchè magari ho letto male io:

"Più interessante [di parlare di Vespa n.d.a.] sarebbe invece occuparsi di chi va in giro a rappresentare il nostro ambiente facendo danni davvero seri. Perché giovedì scorso, in un convegno con centinaia di clienti, un paio di consiglieri Assocomunicazione, spalleggiati dal proprio direttore generale, hanno disegnato la comunità delle agenzie in modo davvero imbarazzante. Non solo si è certificato che i clienti oggi privilegino i media alternativi, e fin qui niente di strano. Ma risulta che le agenzie di pubblicità non vengano neanche ritenute capaci di assistere le aziende su queste discipline che ormai stanno diventando prioritarie.
Espressione letterale di uno di questi clienti: “Io quando vado da Google, non mi porto l’agenzia. Loro non sanno neanche di cosa stiamo parlando”. Sorriso imbarazzato del titolare della sua agenzia, seduto a fianco. A completare il disastro, Perchinelli, pensando di fare una battuta che avrebbe rivalutato le agenzie (in cauda, venenum), dichiara che tutto questo è legato
al fatto che c’è un eccesso di offerta, e che quindi i clienti devono tornare ad usare l’agenzia come un consulente in base alle sue competenze."
[
...]
Nel frattempo, si attende il momento in cui quelle due o tre grandi aziende del web (Google, Yahoo, eBay, Msn, tanto per non far nomi) cominceranno ad offrire creatività ai clienti ormai schifati dalle agenzie.

Il resto dell'articolo lo leggete qui: www.spotandweb.it/archivio/2008/03/043_08.pdf

Disclaimer: io non c'ero quindi non posso dire la mia nel merito del convegno...vi viene in aiuto l'inappuntabile Mauro Lupi, come sempre pacato e referenziato in questo post.

Naturalmente la mia idea è che generalizzare in questo modo non renda merito a tutti quelli che seriamente stanno lavorando per fornire strumenti concreti, dati, numeri, evidenze, idee per avere successo online.
Naturalmente fra questi soggetti (sono sincero) ci metto anche la mia agenzia Connexia, per intenderci, che, ad esempio, con l'Osservatorio Multicanalità, sensa sensazionalismi, credo stia lavorando seriamente in questa direzione, anche se su questo mi piacerebbe sentire i miei clienti... anche loro sono "schifati"? 
 
Non voglio poi cadere nella facile polemica "Nuove Leve" vs "Agenzie Tradizionali" perchè il conflitto di interessi sarebbe troppo evidente...

Comunque, mattinata di polemiche, questa. Sarà la primavera alle porte?

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Da Vespa blog = prostituzione

di Giovanni (05/03/2008 - 09:55)

Ci risiamo, rispondo con qualche giorno di imperdonabile ritardo all'appello che mi è arrivato da Layla Pavone, per dare risalto all'ennesimo Vespaio-tv su internet:

"L'indignazione di molti di noi, blogger, colleghi, professionisti, giornalisti, docenti universitari, ci ha portato a decidere, (su iniziativa di Stefano Quintarelli, che molti di voi conoscono ex Presidente di AIP Associazione Internet Providers) di scrivere una lettera a Bruno Vespa. Questa lettera e' stata nel frattempo ripresa da molti blogger, nonche' siti di informazione. Siete invitati a fare lo stesso nel caso abbiate un blog anche voi e nel caso naturalmente siate d'accordo con l'iniziativa."

Vi prego di guardare il video e comparare le osservazioni degli ospiti di Vespa e quelle pacate del padre di Raffaele Sollecito, che aveva la password per accedere al blog del figlio e ne  leggeva saltuariamente i contenuti. Il blog è, a detta sua, "un aspetto che riguarda il suo tempo e i suoi coetanei".

"Rischio, promisquità, prostituzione"?  Vabbhé, dai, faccio anch'io una "provocatoria esposizione di me" e firmo la lettera aperta che trovate qui:

http://blog.quintarelli.it/blog/2008/02/lettera-aperta.html

Riporto poi come suggeritomi il link al sito dell'Autorita' per la Garanzia delle Comunicazioni che, nel frattempo, ha inviato una lettera di richiamo a Porta a Porta proprio riferendosi alla trasmissione del 21 febbraio:

http://www.agcom.it/comunicati/cs_280208.htm

Una mia piccola opinione in calce

Se ci riferiamo ai soli blog personali (e non a quelli legati alla propria attività professionale) che spesso sono letti solo da una cerchia ristrettissima di persone ( pensate a Raffaele Sollecito che chiedeva esplicitamente al padre di andare a leggere il proprio blog) penso che leggere il blog dei nostri cari possa essere un mezzo bellissimo per conoscerli.

La parola scritta, che era andata via via perdendosi negli ultimi decenni del secolo scorso a vantaggio del telefono, è tornata a far parte della maniera di comunicare quotidiana delle persone. EVVIVA. Fra loro, vedo tanti insospettabili Iacopo Ortis che non hanno bisogno di inventarsi un amore disperato e un esilio per trovare lo stimolo di raccontarsi al prossimo per come sono (anche se spesso un po' di ortografia in più non guasterebbe). 

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La Web TV di Citroen... e Corto Maltese

di Giovanni (23/01/2008 - 11:15)



Chiaramente Citroen è un brand che si è saputo guadagnare un posizionamento molto legato alla modernità, alla moda, al design...

...Ma cosa volete farci? A me, della nuova Web TV di Citroen (che trovo particolarmente ricca di materialee  sulla quale stiamo recentemente lavorando) la cosa che è piaciuta di più è il video della Crociera Gialla, un documentario su una storia vera: l'attraversamento dell'Asia su mezzi cingolati nel 1931.

Una spedizione che "Nonostante difficoltà tecniche di ogni tipo, condizioni climatiche proibitive e guerre civili raggiunse nel febbraio del 1932 Pechino..."

 

 

Il mio immaginario personale non ha potuto infatti non richiamare alla memoria le letture appassionate di Corto Maltese... e dalle immagini si dovrebbe capire il perchè.

 

Insomma, se proprio vogliamo trovarne una, ecco la piccola morale di questo post: non dimentichiamoci le nicchie, non è poi così difficile accontentare tutti...


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Sinestesia mediatica a Bardonecchia

di Giovanni (22/01/2008 - 16:01)


Sabato scorso ho partecipato all'edizione 2008 di Rock the spot a Bardonecchia (non a caso visto che nell'organizzazione dell'evento Connexia ci ha messo più di uno zampino ) .

E' stata un'esperienza incredibile: l'esibilizione sullo snowboard del Fiat Free Style Team era spettacolarmente mixata all'esibizione di alcune delle più interessanti band del panorama punk-rock italiano (come i Vanilla Sky) e terminata con la performance live di Juliet and the Licks.

La rete ha già reagito e, prima ancora dell'esclusiva concessa a MTV, girano già decine di video fra cui quello che segue, elaborato con discreta perizia, che da bene l'idea dell'evento:

 

Musica, sport, luci (fuochi d'artificio) e tanto, tanto freddo... ma è stata una grande soddisfazione vedere 7000 persone sulla neve a ballare!

 

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"La vanga di Hillary" ed altre splendide idee

di Giovanni (09/01/2008 - 19:52)


Non c'è che dire: il marketing è in grado di vendere il ghiaccio agli eschimesi!

In particolare i responsabili della comunicazione del would-be candidato democratico alla presidenza Hillary Clinton hanno ben pensato di regalare a scopo promozionale delle vanghe per spazzare la neve a chi si preoccupasse di come raggiungere i seggi elettorali in Iowa (vedi il post sul New York Blog).

Peccato che, naturalmente, in Iowa non c'è nessuno che non abbia già tale oggetto in casa, visto che la media stagionale si aggira attorno ai -20 gradi...

Allora eccovi alcune altre idee che se fossero venute in mente a Hillary sarebbero state sicuramente più gradite (e che possono essere validissimi suggerimenti per concorsi a premi di ogni tipo), buon divertimento:

Bikini salvagente autogonfiabile
Sexy Mouse
Un computer portatile in stile vittoriano
Cuscino ritardante Durex
La pistola più piccola al mondo, perfettamente funzionante

Scherzi a parte, azzeccare il gadget o il regalo giusto è un tema niteressante, che ogni tanto viene preso un po' troppo alla leggera... Il giusto trade off fra originalità e appeal non è facide da individuare!

Seguiranno presto esempi ed approfondimenti sul tema.


Tag: Regali,Gadgets,HillaryClinton

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La multicanalità paga... anche ai Masai?

di Giovanni (21/11/2007 - 10:07)


Si è tenuto il 15 Novembre l'evento dell'Osservatorio Multicanalità 2007 "La multicanalità paga allo scaffale?" progetto a cui ho avuto la fortuna di partecipare fin dalla sua genesi.
Hanno partecipato oltre 500 persone e direi che dalle riflessioni emerse abbiamo finalmente tolto questo punto di domanda al titolo dell'evento. Molto interessanti i dati emersi dalla ricerca, per i quali vi rimando agli atti del convegno per scoprire il profilo del consumatore multicanale (il cd. Consumatore Reloaded) che secondo la ricerca si riferisce ad un nuovo cluster di 5.5 milioni di italiani (ed in particolare al 14% dei responsabili di acquisto in Italia).

Ecco la mia presentazione:

Intanto volevo ringraziare il Masai che ho fotografato in Tanzania con cui ho iniziato il mio intervento. E' veramente incredibile vedere gli appartenenti a questa etnia vivere secondo le proprie tradizioni, mantenere intatta la propria cultura ma contemporaneamente usare PC e telefonino con naturalezza. E' anche questa un'immagine del mondo che cambia che potrebbe portarci molto lontano nelle nostre riflessioni sulla globalizzazione, "ma questa è un'altra storia"...

Per guardare alcune foto del convegno presenti su Flickr, clicca qui

Links per approfondire:
www.multicanalita.it
www.marketingreloaded.com
mia ntervista nel blog di IAB 
Altri post sul blog di IAB

 

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Troppi typo: su internet dureranno molto...

di Giovanni (12/09/2007 - 00:24)


Bene, da oggi introdurremo un nuovo must must per diventare un piccolo blogger.
Il tempo è poco e la fretta spesso la fa da padrona, ma i typo verranno eliminati istantaneamente, anche perché su internet il tempo di permanenza in rete di un errore è molto lungo, spesso di più che nella carta stampata!
Giovanni, scrivi alla lavagna, come Burt Simpson: "Non tollererò più errori di ortografia nei miei post e nei miei commenti" … e speriamo che funzioni!

 

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World of Warcraft è permeabile alla pubblicità?

di Giovanni (04/09/2007 - 16:16)

World of Warcraft è permeabile alla pubblicità?

A chi storce il naso pensando che i 9 milioni di utenti del mondo virtuale più frequentato della rete (più di SL per intenderci) non siano in grado di promuovere efficacemente dei prodotti, rispondo con un bello "spot" dedicato alla birra... Lol

 

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Marketing Reloaded: i video sono online

di Giovanni (03/09/2007 - 17:17)

Eh già! Il mondo evolve e noi cerchiamo di stargli dietro! Molte cose dette nel convegno di Marzo Marketing Reloaded (recentemente hanno messo online le registrazioni) ora sicuramente le direi in modo diverso e fortunatamente sono molte le esperienze fatte in questi mesi che potrei condividere!! Anche se, in buona sostanza, sono ancora validi gli appelli alla qualità dei contenuti che deve essere prioritaria rispetto all'innovazione fine a se stessa, almeno online.

Il miglore riassunto del mio intervento è quello fatto da chi ha scritto sul sito ferpi.it "E ’ opportuno considerare la triade target-mezzo-contenuto non nella tradizionale maniera sequenziale ma con logiche di interfusione – evidenzia  Giovanni Pola,business manager di Connexia,l ’esempio dei wiki mostra come oggi la prima scelta sia quella del mezzo (cioè la tecnologia wiki),e il target sia determinato dal contenuto.Il nuovo paradigma del Marketing Reloaded nasce dalla necessità di comprendere l ’importanza del momento evolutivo che il mondo della comunicazione sta vivendo che la necessità di comprendere perfettamente le tecnologie abilitanti per offrire risposte concrete a quei consumatori che voglio sentirsi protagonisti del processo di marketing.Per rispondere a questa esigenza mettiamo il consumatore/cliente al centro del nostro communication mix studiando insieme a lui contenuti, servizi, strumenti e informazioni che offrano un reale valore aggiunto percepito”. In effetti io non l'ho detto così bene, come si può ascoltare nei video seguenti.

Ecco il primo..

il secondo...

...e il terzo!

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Articolo su GQ: "Secondlife, chi ci va?"

di Giovanni (03/09/2007 - 16:21)

Sull'ultimo numero di GQ in edicola (Settembre 2007 n° 96) un Articolo di Frank Rose propone un interrogativo che ci eravamo già posti: "SecondLife, tutti e parlano, ma chi ci va?".
Fra le testimonianze riportate mi sembrano interessanti le seguenti:

  • Michael Donnelly, direttore globale interactive marketing di Coca-Cola - "non c'era in giro nessuno"
  • David Stern, commissario Nba "credo ci siano stati 1.200 visitatori" (riferito al loro stadio virtuale. Io l'ho visitato, mmmh in realtà non è nulla di che)

L'articolo prosegue ribadendo che gli avatar cercano soldi e sesso (non spiegando cosa cercano tutti gli avatar che fanno shopping: "soldi"? "sesso"? non credo, forse "relazione"), ma ammettendo che le aziende, finora, hanno voluto solo sperimentare per ottenere pubblicità a basso costo. Quindi è abbastanza normale che ora si trovino deluse dei risultati sul breve/medio termine: le iniziative citate avevano una mera valenza tattica.

Alla fine dell'articolo ecco qualcuno che la pensa come me...
"Per chi è cresciuto nel mondo analogico, Second Life non è così difficile da capire" dice Rishad Tofe, Ceo di Denuo "ho un negozio nel mondo reale e ne ho uno nel mondo virtuale".

Cioè tutti parlano di Second Life senza esserci stati perchè in fondo, è facile da capire.
Ci abbiamo messo anni a insegnare alle persone il significato di termini come "eCommerce" o "Home Banking"... invece "Negozio Virtuale" e "Banca Virtuale" sono concetti semplici e immediati. Ecco perchè credo che se i mondi 3D riusciranno a riempirsi di contenuti veri (una biblioteca? una videoteca in un cinematografo? etc etc) avranno una possibilità. Ad esempio vedrei bene Wikipedia su SL (potrebbe essere uno scenario plausibile? In questo momento non so, ma sarebbe interessante). Come su Internet, nel nostro buon vecchio mondo online, se non si punta su contenuti di qualità si è destinati al fallimento.

Allora investire adesso su SL dovrebbe portare a:
1 - una maggiore attenzione ai contenuti (é provato: su SL esserci non basta!)
2- visto il numero di Player che si propongono per supportare le aziende e viste le recenti creitiche presenti sui media, anche prezzi più bassi per la realizzazione dei progetti

Mi sa che cambio idea: forse ora è il momento giusto per investire!

Comunque in attesa del "Mondo dei Mondi Virtuali" che saprà portarci con facilitàda SL a World of Wordcraft (un progetto segreto di IBM sempre secondo Rose) io sto dedicando il mio tempo libero sempre di più alla musica sperimentale... questa è la mia vera Second Life !!!

(attenzione quando dico "sperimentale" intendo anche dire "inascoltabile per la maggioranza della gente", siete avvisati).

 

 

Tag: SecondLife,GQ,Coca-cola,IBM,Nba

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Aziende: occhio con gli UGC, se no vi mandiamo Gero Cani...

di Giovanni (13/07/2007 - 19:15)

Grazie ai ninja che mi hanno fatto vedere questo video!
Veramente divertente! E' un po' quello che le aziende vorrebbero far fare ai nostri consumatori... no?

La morale potrebbe essere: non speriamo che il consumatore "regista" si metta a fare dell'ADV per conto nostro senza metterci del suo... quando ha lui la telecamera in mano alla fine il protagonista sarà lui, non il prodotto.... ma proprio per questo quello che dice avrà più peso di un messaggio pubblicitario.

cmq il nostro Gerocani è proprio un geniaccio, m'è simpatico. Anche il video in cui fa il verso a Lucignolo e Le Iene...è forte!

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multicanalita.it è online

di Giovanni (29/06/2007 - 18:30)

info di servizio n° 1

E' online www.multicanalita.it il sito dell'Osservatorio Multicanalità 2007. E' un'esperienza eccitante per me, che sicuramente rappresenterà una svolta nell'analisi del fenomeno. Per la prima volta sapremo rispondere alla domanda che rappresenta il claim dell'iniziativa: "la multicanalità paga allo scaffale?". Il punto interrogativo è d'obbligo. Per chi sta pianificando online ultimamente, è evidente che i costi delle pianificazioni online non sono affatto "a buon mercato", in termini di costo-contatto...
certo, per chi crede nei new media (come il sottoscritto) è scontato pensare a quanto sia importante inserire prepotentemente Internet nel proprio media mix... ma togliere il punto di domanda dal questo claim, nel nostro piccolo, a mio parere sarà veramente un momento di svolta!!

info di servizio n°2

Non sono affatto soddisfatto di questa piattaforma di blogging... la sostituirò a breve a causa dei suoi difetti tecnici. Spero nelle prossime settimane di rimettermi in sesto con una piattaforma nuova.

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SL: 30mila persone 30mila problemi

di Giovanni (01/06/2007 - 10:15)

continuo a rafforzarmi nel mio convincimanto che SL abbia senso solo per operazioni tattiche, al momento. bisognerà aspettare qualche anno per vederlo come un ambiente maturo su cui basare una presenza strategica.

innanzitutto nell'ultima settimana la frequentazione di SL (dichiarata in homepage su secondlife.com) ha raramente superato i 35.000 utenti contemporanei che a livello mondiale significa peanuts.

però, al momento ogni scusa è buona per far parlare di se e SL. ...anche una bella campagna a difesa dei marchi e la condanna delle contraffazioni virtuali...

Protezione dei veri brand in un mondo virtuale

 

 

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SL: ehilà, c'è nessuno?

di Giovanni (25/05/2007 - 11:06)

piccola nota di servizio.

ieri sera sono stato un'ora in second life. cercavo un Jazz Club, convinto che avrei trovato musicisti con cui scambiare due chiacchiere... beh ho passato 3 minuti a giocare col mio aspetto (almeno nel mondo virtuale una lunga e fluente chioma non mi dispiace affatto...) ho trovato solo 15 discoteche, 3 negozi che vendevano attributi sessuali maschili in perenne effetto-viagra, SL ha crashato 7 volte, ho bevuto una lattina di coca-cola virtuale che mi sono portato in giro per un po' prima di abbandonarla in mezzo alla strada e...

NON HO INCONTRATO ANIMA VIVA!

ma proprio nessuno! enormi spazi, case, ville, isole, discoteche, strade, piazze, lampioni, una metropolitana... e nessuno dentro.

...mmmh se non fosse una deformazione professionale siceramente non so se ci tornerei....ma ci tornerò e magari mi stupirà.

ora mi ascolto un po' di vero JAZZ dalla mia radio su yahoo

P.S. La cosa che mi stupisce della radio di Yahoo e che tira fuori dai suoi algoritmi delle proposte musicali perfettamente in linea con i miei gusti.

 

 

 

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Il video più visto di tutti i tempi?

di Giovanni (14/05/2007 - 18:44)

eccolo qui

si conferma "Evolution of Dance" secondo www.vidmeter.com con 58,436,777 visualizzazioni è il video più scaricato di Internet.

ecco l'intervista a Judson Laipply

ed un bel servizio televisivo ...beh, che dire? complimenti...non sembra abbia faticato un granchè.

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Viral: Youtube da i numeri!

di Giovanni (14/05/2007 - 12:53)

ora, il bello di you tube è che da i numeri:

 

  • nuovo viral di Nokia , splendida (e coraggiosa: quante persone abbandoneranno prima di vedere il prodotto?) operazione che ti spedisce nel divertente sito www.greatpockets.com: ad oggi il video su you tube è stato visto da meno di 3.000 persone

 

  • splendida l'ironia di KitKat in questo viral su Second Life: per il video oltre 70.000 visite ad oggi

 

  • ma chi li batte tutti è lo scienziato della Volkswagen dall'accento tedesco che spazza via le macchine Fast&Furious senza pietà. I tre viral hanno fatto dai 2 ai 3 milioni di visite CIASCUNO!

 

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La Carta dei Diritti degli Avatar

di Giovanni (18/04/2007 - 18:31)

I giornali oggi titolano sul disappunto di Berlusconi per la pubblicazione su un noto settimanale delle foto in cui cammina per la sua villa in Sardegna mano nella mano con cinque avvenenti fanciulle: manipolazione giornalistica? scoop? tentativo di revival del confronto epistolare fra Silvio e Veronica che ci ha commosso qualche mese fa?

La tesi dell'ex presidente del consiglio è che si tratti di una violazione della privacy:  la sua immagine è stata catturata all'interno delle proprie mura domestiche da qualche paparazzo acrobata.

In Second Life scattare foto ai passanti è cosa assai semplice: basta un click sull'apposito pulsante per fissare l'immagine sullo schermo.

E poi? beh in SL c'è già chi si lamenta di un utilizzo improprio della propria immagine, utilizzata su riviste a cui non si aveva dato il permesso di pubblicarla!

http://www.secondlifeherald.com/slh/2007/04/why_is_business.html

Insomma stiamo parlando del diritto alla privacy di un Avatar!

Ma gli avatar non sono soggetti giuridici, a quanto mi risulta, e, al momento attuale, non godono del diritto alla proprietà, del diritto di circolazione e nemmeno del ...DIRITTO ALLA VITA.

Insomma, se il mio Avatar venisse cancellato da SL per un errore del sistema, cosa potrei chiedere come risarcimento? Solo il corrispondente in Euro dei suoi possedimenti in linden $? In realtà perderei molto di più!

Io propongo un comitato per l'approvazione di una carta dei diritti dell'Avatari n Second Life e che questa Carta all'articolo 1 sancisca il diritto alla (seconda) vita...

Tag: secondlife,diritti,avatar

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Largo consumo e internet

di Giovanni (17/04/2007 - 12:40)

E' incredibile quanto il largo consumo si senta forte, arroccato su posizioni che a noi 'tecnici' del web ci sembrano un po' aliene.

Cerco di ripercorre i motivi di tale spreco di opportunità attraverso due delle obiezioni che reglarmente sento provenire da alcune aziende del settore:

"Nessuno va a cercare il nostro marchio sui motori di ricerca" (VERO)

Certo! Perchè dovrebbero farlo? Quale stimolo sto dando ai miei 19 milioni di consumatori online per cercarmi?

Solo nel caso in cui  il mio brand venga promosso anche attraverso la proposizione di contenuti a valore aggiunto (entertainment, servizi, informazioni), i motori di ricerca diventano fondamentali per farmi trovare!

Banalmente, il numero di persone che cerca la parola "benessere" online sarà sempre infinitamente superiore al numero di persone in cerca, ad esempio, del nome specifico del mio yogurt probiotico... allora perchè non offrire loro strumenti online per la propria salute?

"Investire sul web è un rischio, i ritorni della pubblicità in televisione sono più sicuri" (FALSO)

Recentemente mi sono trovato ad offrire a oltre 15 aziende nel mondo largo consumo/fast movers di partecipare ad una ricerca che avrebbe dimostrato quanto la multicanalità paghi allo scaffale, in molti casi la risposta è stata "non ci interessa".

Il fatto è che alcune, non tutte beninteso, aziende non vogliono cambiare:  una montagna di dati potrebbe dimostrare l'efficacia della comunicazione multicanale (attenzione non sto parlando di pubblicità ma di comunicazione) ma ci sentiamo preparati a questa sfida che la multicanalità ci impone?

 

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La maledizione del commerciale

di Giovanni (03/04/2007 - 19:40)

Chi di voi fa il commerciale mi può capire. Quello sguardo diffidente negli occhi della gente. Quel retropensiero sempre presente..."quanto mi farà spendere?"

"Ciao ti presento GP..." sorriso

"il nostro business manager"... labbra piatte

Propongo di eliminare i termini "commerciale", "venditore", "business manager" ed usare invece "soluzioniere" oppure "solution manager" 

Ecco, qualcosa che assomigli di più a Wolf , tipo "mi chiamo GP, risolvo problemi"... un po' banale, forse, ma funziona!

scusate lo sfogo :)

 

Tag: commerciale,venditore,wolf

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